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	<title>MTW Blog &#187; Guadagno online</title>
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	<description>Internet marketing, lavoro, risorse, strumenti e web 3.0</description>
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		<title>Gli immobili del World Wide Web parte seconda</title>
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		<pubDate>Mon, 26 Apr 2010 13:08:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Daniel Parretta</dc:creator>
				<category><![CDATA[Guadagno online]]></category>
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		<description><![CDATA[Riprendiamo il discorso iniziato la settimana scorsa su come guadagnare con i domini; nel precedente articolo abbiamo evidenziato alcune analogie tra la compravendita immobiliare e quella dei nomi a dominio per afferrare il concetto di investimento applicabile su Internet. Costi dominio Per fare un esempio pratico di come è possibile acquistare e rivendere un semplice nome a dominio bisogna partire dal costo di mantenimento e dalla scelta delle keyword; registrare il solo nome a dominio, senza quindi spazio web e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Riprendiamo il discorso iniziato la settimana scorsa su come guadagnare con i domini; nel precedente articolo abbiamo evidenziato alcune analogie tra la compravendita immobiliare e quella dei nomi a dominio per afferrare il concetto di investimento applicabile su Internet.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.blog.mtwebnetwork.com/wp-content/uploads/2010/04/www.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-1999" title="domini internet" src="http://www.blog.mtwebnetwork.com/wp-content/uploads/2010/04/www.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a></p>
<h3 style="text-align: justify;"><strong>Costi dominio</strong></h3>
<p style="text-align: justify;">Per fare un esempio pratico di come è possibile acquistare e rivendere un semplice nome a dominio bisogna partire dal costo di mantenimento e dalla scelta delle keyword; registrare il solo nome a dominio, senza quindi spazio web e hosting, ha costi variabili in base al maintainer e all&#8217;estensione e di solito si aggira intorno ai 6 &#8211; 10 euro annui per i piu&#8217; comuni .it, .com , .net ecc.</p>
<p style="text-align: justify;">Una volta scelta la parola chiave o le parole chiavi si puo&#8217; procedere alla registrazione, possibilmente in tutte le piu&#8217; comuni estensioni in modo da proteggere e dare maggior valore al dominio stesso anche se non sempre è possibile. E&#8217; importante comunque insieme al mantenimento avere la possibilità di gestire i DNS per poter eventualmente effettuare un redirect o parcheggiare il dominio inserendo annunci pubblicitari.</p>
<p style="text-align: justify;">Su <a href="http://www.tophost.it">Tophost</a> per esempio, registrare un dominio ha il costo di circa 7 euro quindi se decidiamo di parcheggiarne 10 con una spesa di 70 euro circa possiamo avere un ritorno economico dalla pubblicità oppure dalla rivendita del singolo nome. Il valore è dato dalla potenzialità delle parole chiavi che generano traffico spontaneo, dall&#8217; appetibilità e dai futuri sviluppi e il guadagno generato dagli ads in molti casi puo&#8217; ampiamente coprire i costi di mantenimento.</p>
<h3>Scelta delle keyword</h3>
<p style="text-align: justify;">Trovare keyword competitive ovviamente non è facile ma in rete esistono strumenti utili per ricercare e analizzare i termini piu&#8217; ricercati; uno di questi è lo strumento <a title="keyword tool" href="https://adwords.google.it/select/KeywordToolExternal">Keyword tool di Google </a> che è possibile usare per stabilire in linea di massima il volume di traffico generato dai singoli termini o intere frasi. Lo stesso Google ci da informazioni riguardo il trend con <a href="http://www.google.com/insights/search/#">Google Insights</a> che restituisce un grafico come quello seguente relativo al termine ebook.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.blog.mtwebnetwork.com/wp-content/uploads/2010/04/google-insight.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-1973" title="google-insight" src="http://www.blog.mtwebnetwork.com/wp-content/uploads/2010/04/google-insight-300x178.jpg" alt="" width="300" height="178" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Questo per capire come alla base è necessario fare un lavoro di ricerca e analisi evitando di registrare qualunque nome a dominio contenente keyword deboli oppure che risultano essere un fuoco di paglia, come nell&#8217; immagine in basso, in questo caso relativo a mondiali 2006.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.blog.mtwebnetwork.com/wp-content/uploads/2010/04/google-insight2.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-1976" title="google-insight2" src="http://www.blog.mtwebnetwork.com/wp-content/uploads/2010/04/google-insight2-300x156.jpg" alt="" width="300" height="156" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Questo discorso è valido  per quanto riguarda la sola registrazione a scopo di lucro ma anche se decidiamo di creare un progetto web solido. Nessuno ci vieta comunque di sfruttare un particolare periodo registrando domini relativi ad eventi, considerato anche il fatto che molte persone potrebbero essere interessate a realizzarci su un blog pagando un buon prezzo per strasferirlo su un proprio hosting.</p>
<p style="text-align: justify;">Oltre a rivendere i nomi a dominio su piattaforme come <a href="http://www.sedo.com">Sedo</a>, è possibile proporre direttamente l&#8217;aquisto a soggetti interessati proponendo quello che potrebbe essere un brand o un argomentazione adatta al tipo di azienda.</p>
<p style="text-align: justify;">In tutto questo però bisogna fare attenzione in quanto è possibile incappare in nomi a dominio di marchi precedentemente registrati; è il caso per esempio dell&#8217;utilizzo del brand facebook  che nonostante sia una pratica comune per acquisire traffico, c&#8217;è il rischio di incorrere in una richiesta da parte dell&#8217;azienda di abbandonare il dominio o successivamente di un azione legale nei nostri confronti. Attenzione quindi a voler sfruttare nomi noti in quanto la rivendita dello stesso puo&#8217; risultare problematica.</p>
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<h3>Rivendita domini e siti</h3>
<p style="text-align: justify;">Guadagnare con un dominio equivale anche a rivendere un brand consolidato sul web realizzando un sito con contenuti ricercati e utili per i navigatori e spesso un nome senza un apparente significato puo&#8217; acquistare valore nel tempo; alcuni esempi possono essere <a href="http://www.alverde.net">Alverde.net</a> oppure <a href="http://blog.tagliaerbe.com/">Tagliablog</a> (per dirne un paio) dove nessuna keyword è effettivamente correlata ai contenuti dei rispettivi blog, ma i contenuti e la community pazientemente creata dagli amministratori ha fatto sicuramente lievitare il valore e il costo iniziale di dominio e hosting.</p>
<p style="text-align: justify;">In conclusione, vale sempre il discorso fatto nel precedente post e cioè che il valore è dato da <strong>posizione</strong>, <strong>qualità</strong> e <strong>tipologia dei contenuti</strong> sempre nell&#8217;ottica di investire per un possibile ritorno economico in futuro, come l&#8217;acquisto di un terreno o un immobile adibito a magazzini. Appunto.</p>
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		<title>Giochi di parole: guadagno e lavoro online</title>
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		<pubDate>Fri, 23 Apr 2010 20:03:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Daniel Parretta</dc:creator>
				<category><![CDATA[Guadagno online]]></category>
		<category><![CDATA[Lavoro online]]></category>
		<category><![CDATA[giochi di parole]]></category>
		<category><![CDATA[guadagnare online]]></category>
		<category><![CDATA[guadagno]]></category>
		<category><![CDATA[Internet marketing]]></category>

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		<description><![CDATA[Gli argomenti guadagno online e lavoro online sono molto battuti in rete e spesso viene fatta confusione tra i diversi modi di sfruttare internet per avere un ritorno economico o crearsi un vero e proprio stipendio: bisogna fare una distinzione tra guadagnare online e lavorare online in quanto sono due cose completamente diverse ed entrambe hanno diverse sfaccettature, ma allo stesso tempo sono strettamente correlate tra di loro. Guadagno online Facciamo subito chiarezza e diciamo che guadagnare online è facile come [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Gli argomenti <strong>guadagno online </strong>e<strong> lavoro online</strong> sono molto battuti in rete e spesso viene fatta confusione tra i diversi modi di sfruttare internet per avere un ritorno economico o crearsi un vero e proprio stipendio: bisogna fare una distinzione tra guadagnare online e lavorare online in quanto sono due cose completamente diverse ed entrambe hanno diverse sfaccettature, ma allo stesso tempo sono strettamente correlate tra di loro.</p>
<h3>Guadagno online</h3>
<p style="text-align: justify;">Facciamo subito chiarezza e diciamo che guadagnare online è facile come viene descritto (si, ho detto facile ma un momento..) ma non sempre è quello che ci aspettiamo. Volendo fare un esempio pratico, prendiamo il sistema delle affiliazioni che ci permette di guadagnare commissioni dalla vendita di prodotti o servizi; generare lead e convertire i visitatori dei nostri siti in acquirenti è fattibile ma in che numeri? Una, due, tre vendite? Dieci? Venti? Se siamo su questi livelli sicuramente possiamo giocare con le parole e dire <em>&#8220;ho guadagnato online&#8221;</em> ma nel concreto non abbiamo sicuramente i mezzi per poter dire <em>&#8220;ho un lavoro e una rendita online&#8221; </em>anche per altri motivi.</p>
<p style="text-align: justify;">Rimanendo nel tema , è noto come spesso i vari programmi di affiliazioni stabiliscono una soglia di pagamento, al di sotto della quale non si ricevono le commissioni. Di conseguenza ci si ritrova ad avere magari sparse qua e là provviggioni congelate che riceveremo solo quando supereremo quella soglia ; abbiamo si guadagnato, ma nel concreto <strong>non abbiamo ancora ricevuto i nostri soldi</strong> quindi niente rendita.</p>
<p style="text-align: justify;">Il problema che vorrei mettere all&#8217;attenzione dei lettori non è tanto il funzionamento di un metodo come le affiliazioni (anche se il problema esiste e se ne parla su <a title="Affiliazioni" href="http://www.alverde.net/blog/ecco-perche-i-programmi-di-affiliazione-falliranno-i-parte/1103/">Alverde in </a><strong><a title="Affiliazioni" href="http://www.alverde.net/blog/ecco-perche-i-programmi-di-affiliazione-falliranno-i-parte/1103/">questo articolo</a><span style="font-weight: normal;">) ma piuttosto su come il termine guadagno online venga utilizzato e sfruttato fino all&#8217; esasperazione, nascondendo pero&#8217; quella che è la realtà per molti.</span></strong></p>
<p style="text-align: justify;">Il gioco di parole usato spesso da presunti guru dell&#8217; <strong>Internet Marketing</strong> è proprio questo, non specificando pero&#8217; alcuni requisiti essenziali per poter affermare di avere un attività redditizia sul web. Qualche esempio oltre a quello sopra citato?</p>
<p style="text-align: justify;">Intanto nel 90% dei casi per ricevere il nostro denaro è necessario avere un conto corrente per ricevere bonifici o assegni e non tutti hanno la possibilità di aprirne uno. Poi ci possono essere le varie procedure per avviare il pagamento come la richiesta di ritenuta d&#8217;acconto, ricevute o altro. Se poi mettiamo gli altri requisiti tecnici (conoscenze informatiche, di marketing e di comunicazione) è evidente come spesso lo scopo preciso è solo quello di rivendere una guida o un servizio di formazione su come fare business con internet.</p>
<p style="text-align: justify;">Esistono naturalmente aziende serie che offrono servizi e prodotti molto validi ma in ogni caso crearsi un lavoro con internet non è assolutamente facile e non si improvvisa assolutamente nulla. Spesso inoltre si pensa al guadagno online come ad una rendita automatica, quando nella realtà vendere per esempio oggetti usati su ebay è la stessa identica cosa con la differenza che bisogna effettivamente spostarsi dalla propria scrivania per effettuare le spedizioni (e non è così malvagio come puo&#8217; sembrare, ve lo assicuro).</p>
<p style="text-align: justify;">Il problema di fondo è quindi anche la cattiva informazione che viene fatta; internet è una piazza libera dove ognuno dice la sua e riuscire a filtrare le notizie scartando il superfluo risulta essere spesso molto difficile anche per i piu&#8217; esperti.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.blog.mtwebnetwork.com/wp-content/uploads/2010/04/lavoro.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-1964" title="lavoro" src="http://www.blog.mtwebnetwork.com/wp-content/uploads/2010/04/lavoro.jpg" alt="" width="300" height="214" /></a></p>
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<h3>Lavoro online</h3>
<p style="text-align: justify;">Anche la definizione di lavoro online viene spesso usata impropriamente; pensiamo alla professione di blogger tanto ambita e decantata quando poi la realtà dei fatti è ben diversa; vivere di blogging si puo&#8217; ma bisogna centrare il bersaglio nel vero senso della parola e spesso il nostro mercato è talmente povero che cio&#8217; risulta molto difficile.</p>
<p style="text-align: justify;">Lavoro online è spesso sinonimo di lavoro da casa e anche qui i sogni di molti vengono infranti dalla realtà per il semplice fatto che non è tutto oro quello che luccica, vedi sistemi multilevel e vendite piramidali che promettono addirittura carriera all&#8217;interno dell&#8217;azienda.</p>
<p style="text-align: justify;">Possiamo lavorare online sull&#8217;ottimizzazione Seo di un sito, facendo web marketing e comunicazione, ma se lo scopo è nel  99% dei casi avere un ritorno economico e il nostro cliente non paga, oppure non rispondiamo ad una domanda di mercato, abbiamo solo perso il nostro tempo..online.</p>
<p style="text-align: justify;">Quando invece sarebbe opportuno usare tale definizione non lo si fa, un po&#8217; per nascondere la realtà  e un po&#8217; perchè <strong>guadagnare</strong> suona meglio di <strong>lavorare</strong>. In sostanza il concetto deve essere piu&#8217; semplice di quanto ci viene propinato: lavoro=guadagno e guadagno=lavoro.punto.</p>
<p style="text-align: justify;">Cosa vuol dire tutto ciò? Se torniamo per un attimo alle affiliazioni, quando ci viene offerta (venduta) un opportunità spesso si dice &#8220;Guadagna 10 mila euro al mese con le affiliazioni&#8221; quando sarebbe meglio dire &#8220;lavora con le affiliazioni&#8221;, definizione piu&#8217; esatta e credibile.</p>
<p style="text-align: justify;">Al di là di tutto il resto, questo articolo non vuole scoraggiare nessuno anzi al contrario, serve a mettere un attimino i puntini sulle <strong>&#8220;i&#8221;</strong> e capire che non sempre è giusta la definizione che troviamo; noi italiani amiamo moltissimo i giochi di parole, i doppi sensi e le sottigliezze e spesso applichiamo questa nostra tendenza in ambito professionale ed economico elaborando teoremi che in sostanza sono inutili perchè la soluzione migliore spesso è la piu&#8217; semplice.</p>
<p style="text-align: justify;">Sarà forse la mentalità, il nostro modo di vivere, la nostra cultura o forse anche la nostra lingua madre: noto infatti che nel mondo anglosassone dove la lingua inglese è meno complicata e senza fronzoli, le persone sono piu&#8217;  dirette e maggiormente propense all&#8217;azione, così il loro lavoro diventa guadagno e il loro guadagno diventa lavoro (scusate il gioco di parole)</p>
<p style="text-align: justify;">Ma nonostante tutto, avete capito il senso di questo articolo?</p>
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		<pubDate>Mon, 19 Apr 2010 16:19:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Daniel Parretta</dc:creator>
				<category><![CDATA[Guadagno online]]></category>
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		<category><![CDATA[posizionamento]]></category>
		<category><![CDATA[posizionamento dominio]]></category>
		<category><![CDATA[registrare dominio]]></category>

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		<description><![CDATA[Guadagnare con i domini Una delle attività piu&#8217; interessanti e redditizie da svolgere davanti ad un computer puo&#8217; essere la compravendita di domini internet; si tratta in parole povere di diventare una sorta di  &#8220;investitore immobiliare del web&#8221; dove le case , o ancora meglio i terreni edificabili sono i nomi a dominio registrati; si compra ad un prezzo basso e dopo un certo periodo si rivende, magari dopo aver costruito (o fatto costruire) una villetta o un palazzo di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h2>Guadagnare con i domini</h2>
<p style="text-align: justify;">Una delle attività piu&#8217; interessanti e redditizie da svolgere davanti ad un computer puo&#8217; essere la <strong>compravendita di domini internet</strong>; si tratta in parole povere di diventare una sorta di  <em>&#8220;investitore immobiliare del web&#8221;</em> dove le case , o ancora meglio i terreni edificabili sono i nomi a dominio registrati; si compra ad un prezzo basso e dopo un certo periodo si rivende, magari dopo aver costruito (o fatto costruire) una villetta o un palazzo di 10 piani, sfruttando il momento di mercato favorevole. Ma che c&#8217;entrano le case con i nomi a dominio? C&#8217;entrano, c&#8217;entrano.</p>
<p style="text-align: justify;">Internet è la proiezione virtuale di cio&#8217; che siamo e cio&#8217; che facciamo con le differenze del caso ovviamente: molte abitudini, necessità , mode e modi di fare si sono evoluti e trasferiti in rete, mantenendone comunque il principio. Facciamo chiarezza.</p>
<p style="text-align: justify;">Ci sono molti fattori ovviamente che stabiliscono il valore immobiliare ma prendiamo i piu&#8217; fondamentali e cioè la  <strong>posizione</strong>, <strong>qualità </strong>e <strong>tipo di costruzione</strong>.</p>
<h3 style="text-align: justify;">Posizione</h3>
<p style="text-align: justify;">I prezzi al mq variano di zona in zona come sappiamo; se in Lombardia un appartamento di 100 mq può costare 400 mila euro, lo stesso immobile al sud puo&#8217; costare anche meno di un terzo.</p>
<h3 style="text-align: justify;">Qualità</h3>
<p style="text-align: justify;">E&#8217; ovvio come la qualità dei materiali e le rifiniture incidono sul prezzo finale di vendita.</p>
<h3 style="text-align: justify;">Tipo di costruzione</h3>
<p style="text-align: justify;">In questo caso il valore commerciale viene anche determinato in base al tipo di immobile edificato; avere tra le mani un complesso con appartamenti e magazzini commerciali da rivendere o affittare è sicuramente piu&#8217; redditizio in termini di mercato.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.blog.mtwebnetwork.com/wp-content/uploads/2010/04/domini.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-1876" title="casa" src="http://www.blog.mtwebnetwork.com/wp-content/uploads/2010/04/domini.jpg" alt="" width="300" height="203" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Ora applichiamo gli stessi concetti alla compravendita di domini internet.</p>
<h3 style="text-align: justify;">Posizionamento dominio</h3>
<p style="text-align: justify;">Registrare e acquistare un dominio ed eventuale spazio di hosting, è un operazione da non sottovalutare in quanto la scelta del nome e anche delle estensioni .it, .com ecc. influirà decisamente sulla posizione che avremo nei risultati di ricerca e quindi sul traffico spontaneo proveniente dai motori come Google; piu&#8217; visitatori avremo e piu&#8217; il valore puo&#8217; aumentare, come nel caso di un negozio in una via centralissima.</p>
<h3 style="text-align: justify;">Qualità dei contenuti</h3>
<p style="text-align: justify;">Naturalmente il nome a dominio non è tutto e qui partiamo dal presupposto di dover sviluppare un sito e inserire contenuti e risorse di qualità che possano fare la differenza e attirare l&#8217;interesse degli utenti e di eventuali investitori online che potrebbero essere interessati a rilevare dominio e sito.</p>
<h3 style="text-align: justify;">Tipologia e tematiche</h3>
<p style="text-align: justify;">Anche qui la scelta di un argomento specifico o anche piu&#8217; di uno, incide moltissimo sul valore che viene attribuito ad un dominio e a un sito. Vale lo stesso discorso delle attività commerciali;  essere gli unici a proporre un determinato prodotto è sicuramente piu&#8217; vantaggioso che doversi dividere una fetta di mercato magari anche ampia , ma ormai satura o scontrarsi con la concorrenza.</p>
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<p style="text-align: justify;"><strong>Come si puo&#8217; guadagnare con i domini?</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Se pensiamo di volere <strong>rivendere solo nomi a dominio</strong> sicuramente dobbiamo capire il mercato attuale e scegliere la posizione migliore possibile che permetterà in futuro di avere un potenziale sviluppo. In questo caso è necessario scegliere le parole chiavi del dominio che saranno la base sul quale sviluppare progetti futuri; molte persone seguono i trend del momento registrando domini correlati per esempio ad eventi sportivi o televisivi , come i Mondiali o il Grande Fratello sfruttando quindi l&#8217; interesse verso determinati argomenti in un certo periodo.</p>
<p style="text-align: justify;">Nonostante possa essere una buona scelta bisogna considerare anche che si tratta di tematiche che non porteranno un volume di traffico costante, come nel caso del GF, o peggio ancora, diminuirà drasticamente l&#8217;interesse verso un evento che avrà fatto il suo tempo come una partita di calcio.</p>
<p style="text-align: justify;">Scegliere un dominio che abbia un buon potenziale non è affatto facile per il semplice motivo che i migliori sono stati registrati, e parliamo di nomi brevi e facili da ricordare che in alcuni casi hanno un valore enorme e vengono ceduti a cifre considerevoli come nel caso di pizza.com , venduto da Chris Clark per 2,6 milioni di dollari.</p>
<p style="text-align: justify;">Per guadagnare con un semplice nome a dominio è fondamentale quindi stare dietro al mercato, seguire le tendenze, ma soprattutto guardare avanti e prevedere cosà puo&#8217; esserci di interessante in futuro. Non è detto però che sia necessario rivendere il dominio per guadagnare; è anche possibile parcheggiarlo  in attesa, inserendo annunci pubblicitari sulla pagina principale, guadagando quindi dal traffico spontaneo. Questo servizio si chiama <strong>Domain parking</strong> ed è disponibile su vari siti di compravendita domini come <a href="http://www.sedo.com">Sedo</a> per esempio.</p>
<p style="text-align: justify;">Fin qui abbiamo fatto un insolito (non tanto) paragone con gli investimenti immobiliari insieme a una breve panoramica sui metodi per guadagnare con i domini. Lunedi prossimo approfondiremo il discorso nella seconda parte di questo articolo.</p>
<p style="text-align: justify;">A presto.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">
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		<title>Gigacenter e&#8217; una bufala?</title>
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		<pubDate>Sun, 04 Apr 2010 22:37:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Daniel Parretta</dc:creator>
				<category><![CDATA[Guadagno online]]></category>
		<category><![CDATA[bufala]]></category>
		<category><![CDATA[e-commerce]]></category>
		<category><![CDATA[gigacenter]]></category>
		<category><![CDATA[negozi]]></category>
		<category><![CDATA[shop]]></category>
		<category><![CDATA[truffa]]></category>

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		<description><![CDATA[I negozi Gigacenter E&#8217; presente da circa un paio di anni in rete un circuito di affiliazione che prevede l&#8217; apertura gratuita di negozi e-commerce sotto il dominio dell&#8217; azienda; il gruppo si chiama Gigacenter gestito da Impericaweb, che offre appunto la possibilità di gestire uno shop virtuale senza bisogno di possedere capitali o prodotti propri. Ogni affiliato al circuito possiede il suo negozio online del tipo mioshop.gigacenter.it collegato automaticamente alle  piu&#8217; grandi catene di distribuzione: il risultato è un [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h3>I negozi Gigacenter</h3>
<p style="text-align: justify;">E&#8217; presente da circa un paio di anni in rete un circuito di affiliazione che prevede l&#8217; apertura gratuita di negozi e-commerce sotto il dominio dell&#8217; azienda; il gruppo si chiama <strong>Gigacenter</strong> gestito da<strong> Impericaweb</strong>, che offre appunto la possibilità di gestire uno shop virtuale senza bisogno di possedere capitali o prodotti propri. Ogni affiliato al circuito possiede il suo negozio online del tipo <em>mioshop.gigacenter.it</em> collegato automaticamente alle  piu&#8217; grandi catene di distribuzione: il risultato è un catalogo di migliaia di prodotti delle piu&#8217; grandi marche e delle piu&#8217; svariate categorie.</p>
<p style="text-align: justify;">Inizialmente il programma di affiliazione prevedeva una quota di iscrizione annuale intorno ai 70 euro , pubblicizzata come una grande opportunità di guadagno online, successivamente abolita in favore di un e-shop gratuito con pero&#8217; opzioni aggiuntive a pagamento.</p>
<p style="text-align: justify;">Molto tempo fa ho scritto un articolo sull&#8217;argomento in un altro blog, facendo una breve analisi di quello che potevano essere le reali opportunità di guadagno e testando personalmente il sistema. Sono stato contattato da alcuni utenti che desideravano avere maggiori informazioni sui negozi Gigacenter , chiedendo soprattutto se questa opportunità era reale oppure una truffa.</p>
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<p style="text-align: justify;"><strong>Gigacenter, truffa o bufala?</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Partiamo subito dal presupposto che Gigacenter non è una truffa in quanto l&#8217; iscrizione è libera e gratuita, ma nonostante cio&#8217;  non è nemmeno un business redditizio adatto a chi cerca un reale reddito su internet. Fare e-commerce seriamente è ben diverso dall&#8217; aprire uno shop gratuito, che sia Gigacenter o altro: c&#8217;è bisogno di <strong>indagini di mercato</strong>, <strong>business plan</strong>, <strong>strategie di marketing</strong>, conoscenze dei vari strumenti di promozione e tutte le altre cose che difficilmente possono essere racchiuse in una semplice affiliazione, basata inoltre su un <strong>sistema multilevel</strong> che ha come unico risultato quello di creare un fenomeno di spamming sui vari social network, blog o forum di discussione.</p>
<p style="text-align: justify;">I pareri in rete sono discordanti e spesso mi è capitato di partecipare a discussioni a riguardo; molti sostengono che le modifiche attuate da Impericaweb ne hanno fatto un opportunità di risparmio o guadagno, mentre altri affermano di non avere mai guadaganto nulla. In ogni caso, tutte queste discussioni e la confusione insieme allo spam del tipo &#8220;apri il tuo shop sotto di me&#8221; mi hanno fatto rispolverare quel vecchio articolo, che nonostante un po&#8217; datato rispetto alle ultime novità, è diventato un breve report di 14 pagine disponibile gratuitamente per quanti desiderano capire il funzionamento di Gigacenter e valutare la reale opportunità di guadagno online.</p>
<p style="text-align: justify;">Spero di esservi stato utile.</p>
<h2 style="text-align: center;">Compila il seguente form per scaricare il report gratis!</h2>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.blog.mtwebnetwork.com/wp-content/uploads/2010/04/cover3d-report-gigacenter.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-1671" title="cover3d-report-gigacenter" src="http://www.blog.mtwebnetwork.com/wp-content/uploads/2010/04/cover3d-report-gigacenter.jpg" alt="" width="400" height="300" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">
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		<title>Guadagnare con Adsense &#8211; parte quarta</title>
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		<comments>http://www.blog.mtwebnetwork.com/lavoro/guadagnare-con-adsense-parte-quarta/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 26 Mar 2010 22:47:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Daniel Parretta</dc:creator>
				<category><![CDATA[Guadagno online]]></category>
		<category><![CDATA[Lavoro online]]></category>
		<category><![CDATA[adsense]]></category>
		<category><![CDATA[aprire blog]]></category>
		<category><![CDATA[Blog da non perdere]]></category>
		<category><![CDATA[inserimento annunci]]></category>
		<category><![CDATA[posizione annunci]]></category>

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		<description><![CDATA[Siamo arrivati all&#8217;ultima parte di questa serie di brevi articoli dedicati ad Adsense dove abbiamo fatto una panoramica generale sul funzionamento del programma di Google. Oggi vedremo  come cominciare ad usare Adsense partendo dalla creazione di un Blog, ai contenuti e infine all&#8217;inserimento degli annunci. Come aprire un Blog Una volta scelto l&#8217;argomento per il nostro Blog nel quale ci sentiamo esperti, dobbiamo decidere se optare per un nostro dominio, pagando quindi anche i costi dell&#8217; hosting, oppure affidarci ad [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Siamo arrivati all&#8217;ultima parte di questa serie di brevi articoli dedicati ad Adsense dove abbiamo fatto una panoramica generale sul funzionamento del programma di Google. Oggi vedremo  come cominciare ad usare Adsense partendo dalla creazione di un Blog, ai contenuti e infine all&#8217;inserimento degli annunci.</p>
<h3 style="text-align: justify;">Come aprire un Blog</h3>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.blog.mtwebnetwork.com/wp-content/uploads/2010/03/blog-adsense.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-1592" style="margin: 3px;" title="blog-adsense" src="http://www.blog.mtwebnetwork.com/wp-content/uploads/2010/03/blog-adsense.jpg" alt="" width="300" height="224" /></a>Una volta scelto l&#8217;argomento per il nostro Blog nel quale ci sentiamo esperti, dobbiamo decidere se optare per un nostro dominio, pagando quindi anche i costi dell&#8217; hosting, oppure affidarci ad una piattaforma gratuita. Google offre già di suo <a href="https://www.blogger.com/start?hl=it" target="_blank">Blogger</a> che permette di mettere online in pochi minuti un blog completamente gratuito dove è possibile integrare gli annunci Adsense molto facilmente. Esistono anche altre piattaforme gratuite per creare un blog ma non tutte permettono di usare Adsense.</p>
<h3 style="text-align: justify;">Blog gratis o dominio con hosting a pagamento?</h3>
<p style="text-align: justify;">La scelta dipende fortemente dalle nostre competenze tecniche e dall&#8217; uso che vogliamo farne. Il promemoria che segue puo&#8217; essere utile ai neofiti per capire in che direzione andare:</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Scegliere una piattaforma gratuita se:</strong></p>
<ul style="text-align: justify;">
<li><span style="text-decoration: underline;">Non abbiamo dimestichezza nella gestione di siti, installazione di CMS, database mysql, linguaggio php e html.</span></li>
<li><span style="text-decoration: underline;">Non abbiamo grosse necessità o esigenze in termini di personalizzazione del blog.</span></li>
<li><span style="text-decoration: underline;">Vogliamo farci prima un po&#8217; le ossa e vedere se il lavoro del blogger fa per noi.</span></li>
<li><span style="text-decoration: underline;">Desideriamo aprire piu&#8217; di un blog su diversi argomenti e nicchie senza affrontare spese eccessive.</span></li>
<li><span style="text-decoration: underline;">Non abbiamo tempo o risorse da dedicare ad eventuali problematiche tecniche legate ad un hosting o alle varie ottimizzazioni della piattaforma, layout, script, plugin etc.</span></li>
</ul>
<p style="text-align: justify;">In questo caso la scelta ricade quasi esclusivamente su Blogger che ci permetterà di avere un nostro indirizzo del tipo <em>mionome.blogspot.com</em> completamente gratuito. Blogger è automaticamente collegato all&#8217;account di Google ed è di facile utilizzo. Discorso diverso per <a href="http://www.wordpress.com" target="_blank">WordPress.com</a> che offre sicuramente piu&#8217; strumenti ma purtroppo non è possibile inserire gli annunci Adsense. Il mio consiglio quindi, nel caso si voglia piu&#8217; avanti incominciare a monetizzare con Adsense scegliendo una piattaforma gratuita, è di optare per Blogger. Se invece Adsense non è nei nostri programmi allora WordPress.com puo&#8217; fare al caso nostro. In entrambi i casi comunque, è sempre possibile trasferire il  blog su un dominio e  hosting a pagamento; se si avrà successo questa è una scelta quasi obbligata e nel frattempo saremo diventati esperti di gestione blog e contenuti. Nel caso di dubbi o problemi tecnici possiamo sempre delegare qualcuno che faccia questo lavoro per noi.</p>
<p style="text-align: justify;">La migliore scelta rimane comunque la registrazione di un nostro dominio insieme ad un piano di hosting a pagamento. In questo caso consiglio <a href="http://www.wordpress-it.it/wordpress-in-italiano/" target="_blank">WordPress</a> come gestionale per il blog. WordPress come molti sanno è un  CMS gratuito installabile sul nostro spazio web; <strong>è lo stesso che troviamo su wordpress.com </strong>con la differenza che si hanno maggiori opzioni e libertà di personalizzazione, oltre alla possibilità di aggiungere funzionalità grazie ai plugin. Bisogna aggiungere inoltre che WordPress è già ottimizzato per i motori di ricerca e vanta una vastissima community di supporto. Il software viene aggiornato frequentemente correggendo eventuali bug o inserendo nuove funzioni: attualmente siamo alla versione 2.9.2 la stessa usata su questo blog.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Scegliamo quindi dominio e hosting se:</strong></p>
<ul style="text-align: justify;">
<li><span style="text-decoration: underline;">Abbiamo un progetto importante a medio o a lungo termine.</span></li>
<li><span style="text-decoration: underline;">Abbiamo una buona esperienza e attitudine nella gestione di blog e pubblicazione online.</span></li>
<li><span style="text-decoration: underline;">Abbiamo nozioni di php, html, my sql , client ftp etc.</span></li>
<li><span style="text-decoration: underline;">Possiamo dedicare piu&#8217; tempo e risorse per la gestione e ottimizzazione del blog.</span></li>
</ul>
<p style="text-align: justify;">Per quanto riguarda i costi  direi di partire dal necessario, considerato che si puo&#8217; sempre passare a soluzioni piu&#8217; performanti a costi superiori; in linea di massima un buon hosting (server linux) compreso di registrazione dominio si aggira intorno ai 50-60 euro annui. Ovviamente esistono piani piu&#8217; economici e anche piu&#8217; costosi ma in entrambi i casi meglio non esagerare e scegliere il giusto. La scelta del nome a dominio è al contrario molto piu&#8217; importante ed è appunto questo che puo&#8217; fare la differenza tra free e a pagamento in termini di risultati; è buona norma avere parole chiavi nel nome a dominio legate all&#8217;argomento del blog. Se per esempio  parliamo di <em>banche</em> e <em>finanziamenti</em> una soluzione potrebbe essere <strong>banchefinanziamenti.it</strong> oppure <strong>banchefinanziamenti.com</strong> o altre combinazioni. Nonostante cio&#8217; moltissimi blog di successo hanno optato per un dominio che evidenziasse un nome o un brand specifico: è il caso per esempio di <a href="http://www.maestroalberto.it">Mestroalberto</a> oppure <a href="http://www.pandemia.info/" target="_blank">Pandemia</a>.</p>
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<h3 style="text-align: justify;">I contenuti</h3>
<p style="text-align: justify;">Una volta che il blog è online bisogna lavorare sui contenuti e la parola d&#8217; ordine è <strong>qualità</strong>; pubblicare articoli originali costantemente,  inerenti all&#8217;argomento del blog, creare una community di lettori fidelizzati, essere credibili. Qualità quindi, ma anche una certa regolarità nelle pubblicazioni; pubblicare un buon articolo al giorno sarebbe l&#8217;ideale ma per chi come me ha altri progetti e gestisce il blog in regime part-time, puo&#8217; andar bene anche uno alla settimana.</p>
<h3 style="text-align: justify;">Uso degli annunci Adsense</h3>
<p style="text-align: justify;">Una volta che abbiamo raggiunto un certo volume di traffico e una certa popolarità, possiamo cominciare ad inserire e a testare gli annunci. Chi ha letto i precedenti articoli avrà visto la <a href="http://www.blog.mtwebnetwork.com/lavoro/guadagnare-con-adsense-parte-seconda/">mappa termica</a> che indica le zone calde di una pagina web dove piu&#8217; attira l&#8217;attenzione del visitatore. Ho anche detto che Adsense non è una scienza esatta quindi la regola è &#8220;<em>non ci sono regole</em>&#8221; perchè ogni sito fa storia a sè, quindi <strong>testare</strong>, testare, <strong>provare</strong>, <strong>modificare</strong>, ottimizzare.. <strong>sempre</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Gli strumenti offerti da Google Adsense ci permettono di integrare alla perfezione gli annunci, scegliendo i vari formati, i colori dei testi e link, i colori di sfondo, grandezza dei font, uso di bordi colorati o meno e via dicendo. Questo non vuol dire confondere i visitatori camuffando gli annunci da contenuti della pagina, ma piuttosto integrarli in modo da renderli visibili nella misura giusta e mai invasivi.</p>
<p style="text-align: justify;">Le regole di Google (salvo particolari eccezioni) consentono di inserire 3 insiemi (gruppi) di annunci per pagina e tre insiemi di link oltre allo strumento di ricerca di Google. Usiamo quindi con parsimonia gli annunci evitando di piazzarli da tutte le parti; meglio posizionarne due o tre correttamente piuttosto che farcire la pagina. Consideriamo anche che se utilizziamo altri network pubblicitari con diversi altri annunci testuali o illustrati, rischieremo di far andare via i nostri visitatori, che si ritroveranno pagine fastidiose piene di pubblicità.</p>
<p style="text-align: justify;">Aggiungo inoltre che nonostante Google consenta l&#8217;uso di altri programmi Pay-per Click, vieta assolutamente l&#8217; inserimento di annunci simili per formato e colori agli insiemi di Adsense, che possono confondere l&#8217; utente; anche in questi casi il rischio di essere espulsi dal programma è altissimo. E&#8217; importante quindi leggere attentamente il regolamento all&#8217;atto dell&#8217;iscrizione al programma.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.blog.mtwebnetwork.com/wp-content/uploads/2010/03/adsense-business.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-1594" title="adsense-business" src="http://www.blog.mtwebnetwork.com/wp-content/uploads/2010/03/adsense-business.jpg" alt="" width="300" height="284" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Google mette a disposizione strumenti di analisi e report che ci permettono di monitorare i rendimenti e capire quali sono gli annunci che rendono di piu&#8217;; questo risulta molto utile, direi essenziale, a chi possiede piu&#8217; di un blog in svariate nicchie, che fa di Adsense il principale canale di monetizzazione. Ricordiamoci pero&#8217; che Adsense non è tutto e che nonostante la tecnologia e gli algoritmi di calcolo usati, puo&#8217; capitarci di essere espulsi dal programma per un errore.</p>
<p style="text-align: justify;">Per il momento è tutto. Vi lascio alcuni link a risorse utili per approfondire l&#8217;argomento che riprenderemo comunque su queste pagine. A presto.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="https://www.google.com/adsense/login/it/?hl=it">Google Adsense</a></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="https://www.google.com/adsense/support/?sourceid=aso&amp;subid=ww-ww-et-homepage_header&amp;medium=link">Approfondimenti e guide</a></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.autostima.net/shopping/prodotto.php?id_prodotto=232&amp;pp=87525">Guida Adsense completa</a></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="https://www.blogger.com/start?hl=it">Blogger-Blogspot</a></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.blog.mtwebnetwork.com/wp-content/uploads/getblog.rar">Come usare WordPress</a></p>
<p style="text-align: justify;">
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		<title>Guadagnare con Adsense &#8211; parte terza</title>
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		<pubDate>Wed, 17 Mar 2010 16:15:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Daniel Parretta</dc:creator>
				<category><![CDATA[Guadagno online]]></category>
		<category><![CDATA[Lavoro online]]></category>
		<category><![CDATA[adsense]]></category>
		<category><![CDATA[blog adsense]]></category>
		<category><![CDATA[guadagnare]]></category>
		<category><![CDATA[mercato]]></category>
		<category><![CDATA[nicchie]]></category>
		<category><![CDATA[pubblicità]]></category>
		<category><![CDATA[traffico]]></category>

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		<description><![CDATA[Nei due articoli precedenti abbiamo fatto una panoramica del programma Adsense , il suo funzionamento, i pagamenti e le varie procedure. Come abbiamo visto, è fondamentale avere un buon traffico targhettizzato sul proprio sito: i visitatori, occasionali e non, cercano principalmente news, informazioni e strumenti. I contenuti che offriamo devono essere prima di tutto di qualità, originali , utili e aggiornati periodicamente. Questo permetterà di essere indicizzati e posizionati bene sui motori di ricerca (Google in primis) ricevendo un buon [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Nei due articoli precedenti abbiamo fatto una panoramica del programma Adsense , il suo funzionamento, i pagamenti e le varie procedure.</p>
<p style="text-align: justify;">Come abbiamo visto, è fondamentale avere un buon traffico targhettizzato sul proprio sito: i visitatori, occasionali e non, cercano principalmente news, informazioni e strumenti. I contenuti che offriamo devono essere prima di tutto di qualità, originali , utili e aggiornati periodicamente. Questo permetterà di essere indicizzati e posizionati bene sui motori di ricerca (Google in primis) ricevendo un buon numero di visitatori. In seguito, l&#8217; inserimento degli annunci Adsense offrirà un valore aggiunto per i visitatori in quanto una buona ottimizzazione delle pagine farà in modo che vengano visualizzati annunci pertinenti.</p>
<h3 style="text-align: justify;">Quale argomento-nicchia trattare sul nostro sito?</h3>
<p style="text-align: justify;">Scegliere un argomento e trovare la giusta nicchia di mercato non è mai facile anche perchè esistono milioni e milioni di siti e blog che trattano le piu&#8217; svariate tematiche. Partendo da presupposto che:</p>
<ul style="text-align: justify;">
<li>Ogni sito o blog è diverso dagli altri</li>
<li>Esistono argomenti e tematiche che rendono di piu&#8217; o di meno con Adsense</li>
<li>La qualità dei contenuti non può prescindere da una buona preparazione in materia da parte del publisher</li>
<li>I tempi per ottenere i primi risultati sono molto lunghi</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;">..possiamo dire tranquillamente che  la prima cosa da fare è focalizzare bene il target di riferimento.  Scegliamo un argomento che ci appassiona innanzitutto, ma anche qualcosa in cui siamo abbastanza esperti o comunque che ci permetta di poter crescere nel tempo insieme al blog. Ho già accennato al fatto di evitare di creare blog con il solo scopo di inserire annunci pubblicitari; la monetizzazione è un fattore secondario, la conseguenza di un lavoro costante svolto con professionalità. Aquistare credibilità è fondamentale per qualunque progetto online e come ho detto gli annunci pubblicitari sono un valore aggiunto che non deve distrarci dai nostri obiettivi e nemmeno far distrarre o confondere i nostri utenti.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.blog.mtwebnetwork.com/wp-content/uploads/2010/03/traffico-adsense.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-1570" title="traffico-adsense" src="http://www.blog.mtwebnetwork.com/wp-content/uploads/2010/03/traffico-adsense.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a></p>
<h3 style="text-align: justify;">Traffico e visitatori</h3>
<p style="text-align: justify;">Si parla spesso di volumi di traffico necessari per cominciare ad inserire gli annunci; ho detto come 200 o 300 visite possono essere una buona base di partenza anche se spesso viene consigliato almeno un traffico di 1000 visitatori giornalieri. Personalmente ritengo non ci siano regole precise in quanto ogni sito fa storia a sè  ma certamente è impensabile e controproducente inserire annunci pubblicitari già dal primo giorno di vita di un blog.</p>
<p style="text-align: justify;">Per quanto riguarda la nicchia o argomento che vogliamo trattare, la scelta dipende anche dalle nostre competenze. Le piu&#8217; redditizie sono quelle fette di mercato dove <strong>gli inserzionisti sono disposti a pagare di piu&#8217; per ricevere visitatori</strong> ma in genere questo è sinonimo di forte concorrenza; è il caso per esempio di Banche, Finanziamenti, Assicurazioni, dove i click ricevuti hanno un alto rendimento, ma purtroppo esistono migliaia di siti sull&#8217;argomento e risulta quindi difficile inserirsi e guadagnare posizioni nelle SERP, ancor di piu&#8217; con un blog appena nato.</p>
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<h3 style="text-align: justify;">Quali sono  le  nicchie piu&#8217; redditizie per Adsense?</h3>
<p style="text-align: justify;">Qui di seguito Vi propongo una breve lista delle key piu&#8217; pagate, ma ricordiamoci che anche questo è un fattore puramente indicativo e tra un po&#8217; vi spiego il motivo:</p>
<ul style="text-align: justify;">
<li>Hosting</li>
<li>Medicina</li>
<li>Farmaci tumorali</li>
<li>assicurazioni</li>
<li>Mutui e prestiti</li>
<li>Banche online</li>
<li>Studi giuridici</li>
<li>Forex e trading</li>
<li>Cliniche dimagrimento</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;">Intanto questo breve elenco dimostrativo è messo in ordine casuale e non è assolutamente una classifica. Per quanto riguarda i rendimenti sicuramente sono superiori alla media di altre nicchie come puo&#8217; essere ad esempio suonerie per cellulari oppure la vendita di biscotti, per dirne un paio. E&#8217; vero pero&#8217; che il nostro guadagno è fortemente influenzato anche dalla domanda e dal particolare momento di mercato. Faccio un paio di esempi per capirci :</p>
<p style="text-align: justify;"><strong> </strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong> </strong></p>
<ul>
<li><strong>Necessità</strong></li>
</ul>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">Un medico o ancora meglio un paziente alla ricerca di informazioni sui farmaci tumorali, sarà piu&#8217; propenso a cliccare sugli annunci per il semplice motivo che sta cercando qualcosa di specifico ma soprattutto un eventuale annuncio pertinente risponde ad una domanda di necessità..e  a volte di urgenza. Al contrario, puo&#8217; succedere che mercati piu&#8217; redditizi come Mutui e prestiti rendano di meno ma anche e perchè potrebbero ricevere un minor numero di click per un argomento non sempre di vitale importanza.</p>
<ul style="text-align: justify;">
<li><strong>Trend di mercato</strong></li>
</ul>
<p style="text-align: justify;">E&#8217; noto come la crisi economica abbia influenzato i mercati pubblicitari e di conseguenza anche i rendimenti di Adsense e di altri network; quello che andava bene qualche mese fa, potrebbe subire una flessione in futuro. Al contrario, un particolare momento puo&#8217; essere piu&#8217; favorevole di un altro. E&#8217; il caso per esempio di argomenti come  poker e giochi d&#8217;azzardo; se fino a due o tre anni fa se ne parlava poco (almeno in Italia) adesso abbiamo un boom di utenti che si affidano sempre di piu&#8217; a piattaforme di gioco online, grazie anche alle campagne sui media tradizionali. Di conseguenza abbiamo piu&#8217; utenti che cercano e piu&#8217; click sugli annunci.</p>
<p style="text-align: justify;">Questi sono solo due esempi per capirci, ma il discorso puo&#8217; essere piu&#8217; ampio, come piu&#8217; ampio è il mercato per il mercato internazionale; se conosciamo bene l&#8217;inglese siamo avvantaggiati in quanto possiamo affacciarci ad un bacino di utenza molto piu&#8217; ampio. Non a caso molti blogger professionisti pubblicano articoli in piu&#8217; lingue, inglese compreso ovviamente. Ora abbiamo un quadro generale di Adsense e la prossima settimana vedremo come iniziare ad usare gli annunci adsense, affrontando un po’ di piu’ il lato tecnico come la creazione di un blog, ottimizzazione e inserimento degli annunci. A presto</p>
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		<title>Guadagnare con Adsense &#8211; Parte Seconda</title>
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		<pubDate>Thu, 11 Mar 2010 14:19:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Daniel Parretta</dc:creator>
				<category><![CDATA[Guadagno online]]></category>
		<category><![CDATA[Lavoro online]]></category>
		<category><![CDATA[adsense]]></category>
		<category><![CDATA[annunci google]]></category>
		<category><![CDATA[guadagnare]]></category>
		<category><![CDATA[guadagno adsense]]></category>
		<category><![CDATA[pagamenti adsense]]></category>
		<category><![CDATA[pay per click]]></category>

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		<description><![CDATA[Quanto si guadagna con Adsense? Abbiamo lasciato il discorso nel precedente post con un punto di domanda: quanto si puo&#8217; guadagnare con Adsense? Come ho detto, dipende da molti fattori ma in linea di massima un sito o un blog ben ottimizzato con circa 1000 visitatori unici giornalieri , puo&#8217; guadagnare intorno ai 100 o 200 euro al mese, anche qualcosa in piu&#8217;. La rendita puo&#8217; crescere in proporzione ai visitatori. Esistono blog che guadagnano migliaia di euro al mese [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h3 style="text-align: justify;">Quanto si guadagna con Adsense?</h3>
<p style="text-align: justify;">Abbiamo lasciato il discorso nel precedente post con un punto di domanda: <strong>quanto si puo&#8217; guadagnare con Adsense</strong>? Come ho detto, dipende da molti fattori ma in linea di massima un sito o un blog ben ottimizzato con circa 1000 visitatori unici giornalieri , puo&#8217; guadagnare intorno ai 100 o 200 euro al mese, anche qualcosa in piu&#8217;. La rendita puo&#8217; crescere in proporzione ai visitatori. Esistono blog che guadagnano migliaia di euro al mese ma che ovviamente ricevono decine di migliaia di visitatori unici giornalieri ma è anche vero che esistono siti con argomenti specifici che con poche decine di accessi al giorno portano anche 50 -100 euro al mese.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.blog.mtwebnetwork.com/wp-content/uploads/2010/03/guadagni-adsense.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-1479" title="guadagni-adsense" src="http://www.blog.mtwebnetwork.com/wp-content/uploads/2010/03/guadagni-adsense.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">E&#8217; praticamente impossibile fare una previsione dettagliata sui possibili guadagni, ogni sito fa storia a sè. L&#8217; argomento trattato, il traffico dai motori , i visitatori fidelizzati, sono tutti fattori che incidono sulle rendite; per natura un forum o un blog frequentato da utenti abituali rende meno di un sito che riceve traffico dai motori di ricerca. Questo perchè l&#8217;utente abituale &#8220;<em>essendo di casa</em>&#8221; ha piu&#8217; dimestichezza con i contenuti del sito ed è portato a cliccare meno sugli annunci. Chi invece proviene dai motori  sta appunto cercando informazioni e gli annunci pertinenti con i contenuti indicizzati sono ottime risorse per il navigatore.</p>
<h3 style="text-align: justify;">Testare e ottimizzare</h3>
<p style="text-align: justify;">Un aspetto fondamentale da non trascurare è la posizione scelta per gli annunci che puo&#8217; fare la differenza. Il navigatore medio si comporta in un certo modo appena atterrato su una pagina web; cerca informazioni nella parte superiore della pagina, scorrendo poi in basso. L&#8217; attenzione si concentra soprattutto sotto i menu, sulla destra e alla fine di un contenuto. Qui in basso nell&#8217; immagine si nota chiaramente quali sono le zone piu&#8217; calde di una pagina web.</p>
<p><a href="http://www.blog.mtwebnetwork.com/wp-content/uploads/2010/03/mappa-termica-adsense_thumb2.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-1474" title="mappa-termica-adsense_thumb[2]" src="http://www.blog.mtwebnetwork.com/wp-content/uploads/2010/03/mappa-termica-adsense_thumb2-225x300.jpg" alt="" width="225" height="300" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Nonostante tutto, Adsense non è una Scienza esatta; la dimensione degli annunci, il formato, i colori e l&#8217;integrazione con le pagine non sono valide per tutti; quello che puo&#8217; andar bene per questo Blog puo&#8217; non essere valido per il vostro. Ecco perchè è importante fare un continuo lavoro di ottimizzazione dei contenuti, aggiornare costantemente un sito e testare nuove forme e posizioni per i nostri annunci Adsense. Attenzione pero&#8217;: evitiamo di creare i cosidetti siti <strong>Made for Adsense</strong> cioè creati con l&#8217; unico scopo di posizionare gli ads per avere una rendita. Ricordiamo che la prima cosa che viene sono i contenuti utili e aggiornati e se non ci sono quelli si viene spazzati via dalla concorrenza nelle SERP.</p>
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</script><br /></div>
<h3 style="text-align: justify;">Come usare Adsense</h3>
<p style="text-align: justify;">Detto questo, iscriversi al programma Adsense è molto semplice, basta avere un account Google Gmail o crearne uno, dopodichè creare un account Adsense a <a href="https://www.google.com/adsense/login/it/" target="_blank">questa pagina</a> dove ci verrà richiesto di compilare il form inserendo i nostri dati come nome , cognome, url del sito principale ecc. E&#8217; fondamentale compilare i dati esattamente soprattutto per poter ricevere i pagamenti in modo corretto ed evitare eventuali procedure di blocco o sospensione dell&#8217;account.</p>
<p style="text-align: justify;">Google ci invierà in seguito, quando avremo raggiunto una determinata soglia di guadagno, un codice di verifica al nostro domicilio tramite posta ordinaria, che dovremo confermare online per dimostrare di essere gli intestatari dell&#8217;account. Da quel momento in poi siamo utenti verificati e, raggiunta la soglia di pagamento, possiamo decidere se farci inviare il denaro o sospendere e rinviare il pagamento al mese successivo.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Come vengono effettuati i pagamenti</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Possiamo iscriverci ad Adsense in qualsiasi momento ma per poter ricevere i pagamenti è necessario essere intestatari di un conto corrente bancario, con gli stessi dati dell&#8217;account, quindi niente conti correnti intestati a terze persone. Google puo&#8217; inviarci il pagamento con bonifico oppure con assegno intestato non trasferibile, da depositare sul nostro conto. Dimentichiamoci di usare eventuali carte ricaricabili : i pagamenti sono emessi da <strong>Citibank</strong> di Dublino che e  di conseguenza il nostro è un eventuale bonifico internazionale non accreditabile su una normale carta prepagata.</p>
<p style="text-align: justify;">Esistono pero&#8217; carte come la <strong>Genius Card</strong> di Unicredit o <strong>Superflash</strong> di Intesa SanPaolo che hanno il loro codice IBAN ma per ricevere bonifici internazionali è necessario avere il codice <strong>bic/swift</strong> che identifica la banca (ne parla <em>Valerio Novelli</em> su <a href="http://www.monetizzando.com/adsense-bonifico-senza-conto-genius-card/" target="_blank">Monetizzando</a>). La soluzione è informarsi e richiederlo in filiale al momento del rilascio della carta. Personalmente uso un conto corrente in quanto ho la possibilità di depositare anche eventuali assegni oltre a varie altre operazioni disponibili.</p>
<p style="text-align: justify;">Una volta in possesso di un conto corrente, l&#8217;operazione da fare è verificarlo inserendo i dati nel nostro account. Google proverà a inviarci un importo minimo tramite bonifico elettronico che dovremo verificare e se l&#8217;operazione andrà a buon fine da quel momento potremo ricevere i nostri soldi sul conto ma possiamo optare anche per l&#8217;invio di un assegno. Per il momento è tutto. Nella terza parte di questo articolo  vedremo insieme alcuni argomenti e nicchie di mercato molto redditizie. Alla prossima.</p>
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		<title>Guadagnare con Internet : creare e rivendere video pubblicitari.</title>
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		<pubDate>Tue, 09 Mar 2010 15:18:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Daniel Parretta</dc:creator>
				<category><![CDATA[Guadagno online]]></category>
		<category><![CDATA[In primo piano]]></category>
		<category><![CDATA[Lavoro online]]></category>
		<category><![CDATA[ebook]]></category>
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		<description><![CDATA[Qualche tempo ho recensito su queste pagine il sito Zoppa.com che da la possibilità di ricevere premi in denaro creando grafiche o video promozionali. Nell&#8217; articolo originale che trovi qui ho spiegato il funzionamento del sito. Oggi affronteremo una tematica un po&#8217; diversa e piu&#8217; complessa ma sempre nello stesso ambito. Il web 3.0 come ben sappiamo si sta muovendo in questa direzione; i video stanno caratterizzando sempre di piu&#8217; la navigazione degli utenti che interagiscono quasi pienamente con i [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Qualche tempo ho recensito su queste pagine il sito <a href="http://www.zooppa.it" target="_blank">Zoppa.com</a> che da la possibilità di ricevere premi in denaro creando grafiche o video promozionali. Nell&#8217; articolo originale che trovi <a href="http://www.blog.mtwebnetwork.com/lavoro/opportunita-di-guadagno-per-videomaker-e-grafici/" target="_self">qui </a>ho spiegato il funzionamento del sito. Oggi affronteremo una tematica un po&#8217; diversa e piu&#8217; complessa ma sempre nello stesso ambito.</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight: normal; font-size: 13px;">Il web 3.0 come ben sappiamo si sta muovendo in questa direzione; i video stanno caratterizzando sempre di piu&#8217; la navigazione degli utenti che interagiscono quasi pienamente con i contenuti offerti dalle varie piattaforme come Youtube. Il mercato dei video ads sta crescendo , offrendo nuove opportunità di guadagno per gli editori online, ma anche e soprattutto per i creativi e i videomaker.</span></p>
<h3>Il business dei video online</h3>
<p style="text-align: justify;">Gli attuali metodi di guadagno e monetizzazione vanno dal Pay-per-click, come gli annunci Adsense sui video e canali Youtube , ai concorsi e contest come quelli di Zoppa o Current Tv. Nel caso del PPC abbiamo un ritorno economico  grazie ai click sugli annunci generati dai nostri video amatoriali o non amatoriali pubblicati su Youtube, Metacafè ecc. Nel caso dei Contest si viene premiati da una giuria che assegna  un corrispettivo in denaro al miglior lavoro. In entrambi i casi trattasi di guadagno online a medio termine nel senso che deve passare un certo lasso di tempo affinchè si concretizzino i risultati e si ricevano i soldi; nel caso del PPC per esempio abbiamo bisogno di raggiungere una soglia di pagamento prima di ricevere il denaro. Per quanto riguarda i contest o le gare in genere abbiamo bisogno di vincere arrivando primi tra centinaia o migliaia di altri aspiranti, a volte videomaker professionisti.</p>
<p style="text-align: justify;">In ogni caso, questi tipi di attività online sono senz&#8217; altro validi (in <a href="http://www.blog.mtwebnetwork.com/lavoro/guadagnare-con-google-adsense-parte-prima/" target="_self">questo articolo</a> parlo anche di Adsense), ma molto dipendono da terze persone che gestiscono questi programmi.</p>
<p style="text-align: justify;">E se invece saltassimo tutte queste fasi e provassimo a crearci da soli la nostra impresa online, creando un nostro network pubblicitario, creando i nostri contenuti, producendo video su commissione rivendendoli e guadagnando da subito senza attese?</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.blog.mtwebnetwork.com/wp-content/uploads/2010/03/510753_betacam.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-1463" title="video spot" src="http://www.blog.mtwebnetwork.com/wp-content/uploads/2010/03/510753_betacam.jpg" alt="" width="300" height="224" /></a></p>
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<h3>Guadagnare creando video pubblicitari</h3>
<p style="text-align: justify;">Il concetto è semplice e l&#8217; ho ribadito piu&#8217; volte in passato: per guadagnare bisogna lavorare e produrre qualcosa di concreto e valido, creare un valore, un prodotto o un servizio da offrire che risponda ad una domanda specifica. Se diamo un occhiata alle statistiche  notiamo come la rete abbia superato la televisione per quanto riguarda informazione e pubblicità; sempre piu&#8217; utenti usano Internet per leggere news, informarsi, formarsi, studiare e intrattenersi. I canali web video o le web tv in streaming sono una realtà abbastanza consolidata. Le aziende preferiscono sempre di piu&#8217; investire in pubblicità online che, a costi piu&#8217; bassi,  offre un target di potenziali clienti piu&#8217; vasto e piu&#8217; preciso.</p>
<h3 style="text-align: justify;"><span style="font-weight: normal; font-size: 13px;">Alcuni test da me personalmente effettuati nel corso degli ultimi 2 anni, hanno dato risultati positivi in questo campo. I punti fondamentali che sono venuti fuori da questo case study sono:</span></h3>
<ul>
<li>Come pianificare un attività di advertsing online</li>
<li>Come creare un proprio network pubblicitario</li>
<li>Come avviare un canale video in streaming professionale</li>
<li>Come creare contenuti video di valore</li>
<li>Come creare una community di utenti interessata ai propri contenuti</li>
<li>Come creare contenuti promozionali alle aziende</li>
<li>I canali di distribuzione per i nostri servizi</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;">Partendo da questo breve elenco si puo&#8217; sviluppare un piano d&#8217;azione per avviare un attività online nel campo degli spot video pubblicitari. Non si tratta di buttare giu&#8217; qualcosa alla meno peggio ma piuttosto di costruire realmente un business  grazie ad un lavoro di preparazione e successivamente allo svolgimento di alcuni compiti giornalieri come la creazione di un videoclip pubblicitario che ci permetterà di avere un ritorno economico immediato; niente attese, niente pochi centesimi di euro alla volta, pieno controllo e gestione sull&#8217;attività. Niente a che vedere con utopici e decantati sistemi automatici per fare soldi. Niente rendite automatiche quindi.</p>
<p style="text-align: justify;">Spiegarne tutti i dettagli e le metodologie in uno o piu&#8217; articoli su questo blog risulterebbe troppo riduttivo e poco fruibile; oltretutto gli argomenti da trattare sono molti e abbastanza complessi come ho accennato all&#8217;inizio. Per questo motivo è da qualche mese che sto lavorando ad un nuovo Ebook, una guida completa e dettagliata per avviare un attività online e guadagnare dalla vendita di spazi pubblicitari e video spot. Nel corso delle prossime settimane affronteremo ancora l&#8217;argomento ma intanto , per chi desidera approfondire e saperne di piu&#8217; è possibile iscriversi alla newsletter compilando il form in alto a destra nella sidebar; provvedero&#8217; periodicamente ad inviare notizie e aggiornamenti gratuiti ma soprattutto ogni iscritto sarà informato preventivamente sulla data di pubblicazione dell&#8217;ebook. Per qualsiasi altra informazione utilizzate la pagina Contatti. A presto.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">
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		<title>Guadagnare con Google Adsense &#8211; Parte Prima</title>
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		<pubDate>Sun, 07 Mar 2010 00:50:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Daniel Parretta</dc:creator>
				<category><![CDATA[Guadagno online]]></category>
		<category><![CDATA[Lavoro online]]></category>
		<category><![CDATA[adsense]]></category>
		<category><![CDATA[affiliazione]]></category>
		<category><![CDATA[Google]]></category>
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		<category><![CDATA[ppc]]></category>

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		<description><![CDATA[Google insieme ai  suoi ottimi servizi e prodotti, non ha bisogno di presentazioni. Oggi parleremo del programma di affiliazione Adsense, che permette ai webmaster e amministratori di siti o blog di guadagnare inserendo pubblicità contestuali sulle proprie pagine. Nonostante sia già stato scritto molto sull&#8217;argomento Adsense ho ritenuto opportuno pubblicare questo articolo in piu&#8217; parti che analizza un po&#8217; piu&#8217; dettagliatamente il sistema di guadagno offerto da Google; oltretutto, ci occuperemo sempre piu&#8217; spesso in questa rubrica degli ottimi strumenti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Google insieme ai  suoi ottimi servizi e prodotti, non ha bisogno di presentazioni</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Oggi parleremo del programma di affiliazione <strong>Adsense</strong>, che permette ai webmaster e amministratori di siti o blog di guadagnare inserendo pubblicità contestuali sulle proprie pagine. Nonostante sia già stato scritto molto sull&#8217;argomento Adsense ho ritenuto opportuno pubblicare questo articolo in piu&#8217; parti che analizza un po&#8217; piu&#8217; dettagliatamente il sistema di guadagno offerto da Google; oltretutto, ci occuperemo sempre piu&#8217; spesso in questa rubrica degli ottimi strumenti che offre il colosso di Mountain View, da <strong>Calendar</strong> a <strong>Documenti</strong>, da <strong>Adwords</strong> a <strong>Gmail</strong> etc. Ma vediamo nel dettaglio cos&#8217;è Adsense e come usarlo per guadagnare soldi con i nostri siti o blog.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.blog.mtwebnetwork.com/wp-content/uploads/2010/03/adsense_logo.gif"><img class="aligncenter size-full wp-image-1430" title="adsense_logo" src="http://www.blog.mtwebnetwork.com/wp-content/uploads/2010/03/adsense_logo.gif" alt="" width="203" height="40" /></a></p>
<h3>Come funziona Adsense</h3>
<p style="text-align: justify;">Intanto bisogna fare un accenno ad Adwords che è lo strumento che ci permette di inserire i nostri annunci a pagamento che vengono in seguito posizionati nei risultati di ricerca di Google e nella rete di contenuti , le pagine web appunto. L&#8217; inserzionista stabilisce alcuni parametri (<em>l&#8217;argomento Adwords verrà approfondito in un prossimo articolo</em>) e il costo per click che è disposto a pagare per indirizzare l&#8217;utente sulle proprie pagine. L&#8217;inserzionista paga solo quando viene cliccato l&#8217; annuncio ed è qui che entra in gioco Adsense che è l&#8217;altra faccia della stessa medaglia: il costo del click viene ripartito tra Google e il webmaster che ha inserito gli annunci sul proprio sito, piu&#8217; esattamente definito publisher in questo caso: i click generati sulle sue pagine vengono conteggiati e viene accreditato un importo che varia in base ad alcuni fattori.</p>
<h3>Quanto paga Adsense</h3>
<p style="text-align: justify;">Il costo del click varia  da 0,01 centesimi in su, in base alla cifra impostata dall&#8217;inserzionista per una determinata parola chiave. In linea di massima la media si aggira intorno ai 0,10 &#8211; 0,50 centesimi a click tenendo conto che i vari settori hanno un tasso di concorrenza diverso; piu&#8217; alto è piu&#8217; gli inserzionisti sono disposti a pagare per essere visibili nei risultati di ricerca. Di conseguenza il guadagno puo&#8217; variare in base all&#8217;argomento che trattiamo sulle nostre pagine semplicemente perchè Adsense pubblica automaticamente annunci pertinenti ai nostri contenuti.</p>
<p style="text-align: justify;">E&#8217; appunto la contestualità e la pertinenza degli annunci che fanno la differenza tra Adsense e altri programmi anche se bisogna dire che molti network pubblicitari si stanno attrezzando in tal senso. Nonostante cio&#8217; Google Adsense rimane il miglior programma disponibile per quanto riguarda il PPC (pay-per-click) e anche se per ottenere guadagni interessanti abbiamo bisogno di molto traffico targhettizzato sulle nostre pagine e molto lavoro di ottimizzazione degli annunci, vale la pena utilizzarlo per una serie di motivi:</p>
<ol>
<li><strong>Il sistema  di tracciamento dei click è efficiente.</strong></li>
<li>Possibilità di scegliere diversi formati di annunci, testuali e illustrati.</li>
<li><strong>Inserimento annunci nei feed rss e su contenuti per dispositivi mobili.</strong></li>
<li>Piena integrazione con i contenuti delle pagine web.</li>
<li><strong>Strumenti di analisi e ottimizzazione.</strong></li>
<li>Supporto tecnico tramite blog e organizzazione di webinar.</li>
<li><strong>Contabilità e pagamenti sempre precisi e puntuali al raggiungimento della soglia di pagamento.</strong></li>
</ol>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.blog.mtwebnetwork.com/wp-content/uploads/2010/03/adsense.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-1431" title="Guadagni-adsense" src="http://www.blog.mtwebnetwork.com/wp-content/uploads/2010/03/adsense-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a></p>
<p>Google ha un efficiente sistema di controllo per tracciare i click fraudolenti o i click  effettuati da un publisher sulle sue stesse pagine, pratica questa assolutamente vietata, pena l&#8217;espulsione immediata dal programma senza possibilità di appello. Questo tutela gli inserzionisti sui costi del PPC  e punisce eventuali scorrettezze da parte dei publisher.<br /><div style="padding:5px 0 5px 0;"><script type="text/javascript"><!--
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<h3>Svantaggi di Adsense</h3>
<p style="text-align: justify;">Come detto precedentemente per avere risultati interessanti c&#8217;è bisogno di traffico sulle nostre pagine; il lavoro di ottimizzazione e di creazione di contenuti deve essere continuo e costante in modo da avere sempre annunci freschi e pertinenti, così come i vari test ed esperimenti su questi ultimi in base al loro posizionamento sulle pagine che possono fare la differenza. In sostanza, il duro lavoro che va fatto dietro, non sempre ripaga bene in termini economici, anche se molto dipende come ho detto, dal target di riferimento ma anche da vari fattori come un eventuale fluttuazione dell&#8217; economia pubblicitaria online.</p>
<h3>Quanto si guadagna con Adsense</h3>
<p style="text-align: justify;">Inutile farsi illusioni e farne fare ad altri (come spesso leggo su alcuni blog) promettendo facili guadagni: a meno che non possediate una testata come Repubblica che fa migliaia di visite al giorno, difficilmente potrete lasciare il vostro vecchio lavoro e dedicarvi solo al guadagno con Adsense. Esistono pero&#8217; dei casi di successo tra i blogger, soprattutto in america in quanto il mercato è piu&#8217; ampio. Diciamo comunque che bisogna partire con un buon progetto web, contenuti interessanti e ricercati, competenza in materia e una base di almeno 200 o 300 visite giornaliere; cio&#8217; permetterà di arrotondare qualcosa a fine mese se si avrà fatto un buon lavoro. In sostanza.. quanto? Ne parleremo la prossima settimana nella seconda parte di questo articolo, appuntamento a Venerdì e grazie.</p>
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		<title>Ricevere pagamenti online : il caso Paypal.</title>
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		<pubDate>Wed, 03 Mar 2010 15:56:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Daniel Parretta</dc:creator>
				<category><![CDATA[Guadagno online]]></category>
		<category><![CDATA[In primo piano]]></category>
		<category><![CDATA[Lavoro online]]></category>
		<category><![CDATA[banca]]></category>
		<category><![CDATA[conto]]></category>
		<category><![CDATA[pagamenti online]]></category>
		<category><![CDATA[paypal]]></category>
		<category><![CDATA[pos virtuale]]></category>

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		<description><![CDATA[Problemi con Paypal. Non è la prima volta che se ne sente parlare. Chi fa e-commerce o comunque ha un attività online dove è necessario avere uno strumento per ricevere i pagamenti anche con carte di credito e prepagate, spesso utilizza il noto sito del gruppo Ebay che permette di aprire un conto online e integrare un gateway sul proprio sito. Ultimamente leggo pero&#8217; di questioni  spinose sull&#8217;argomento in quanto moltissimi utenti lamentano le politiche applicate dal gruppo Paypal ai [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h3><strong>Problemi con Paypal</strong>.</h3>
<p style="text-align: justify;">Non è la prima volta che se ne sente parlare. Chi fa e-commerce o comunque ha un attività online dove è necessario avere uno strumento per ricevere i pagamenti anche con carte di credito e prepagate, spesso utilizza il noto sito del gruppo Ebay che permette di aprire un conto online e integrare un gateway sul proprio sito.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.blog.mtwebnetwork.com/wp-content/uploads/2010/03/creditcard.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-1422" title="Pagamenti online" src="http://www.blog.mtwebnetwork.com/wp-content/uploads/2010/03/creditcard.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Ultimamente leggo pero&#8217; di questioni  spinose sull&#8217;argomento in quanto moltissimi utenti lamentano le politiche applicate dal gruppo Paypal ai fondi che spesso e volentieri vengono congelati per 6 mesi, a dir loro per motivi di sicurezza, e apparentemente senza una motivazione valida. Analizziamo un po&#8217; la situazione.</p>
<p style="text-align: justify;">Tralasciando il discorso delle tariffe su cui si puo&#8217; discutere a lungo, fondamentalmente ci sono due aspetti importanti che riguardano Paypal:</p>
<ol>
<li><strong>Il gruppo ha sede legale in Lussemburgo</strong></li>
<li><strong>Paypal non è una banca </strong></li>
</ol>
<p style="text-align: justify;">Cosa vuol dire questo? Semplicemente che il gruppo non deve seguire le normative fiscali italiano e tanto meno ha gli obblighi che può&#8217; avere una banca. Se apriamo un conto corrente bancario per una qualsiasi attività, per esempio ricevere pagamenti o bonifici, abbiamo sicuramente piena disponibilità (o quasi) del nostro denaro in qualsiasi momento ed un eventuale blocco dei fondi è previsto solo da un qualche illecito e comunque sempre disposto dalle autorità competenti in materia.</p>
<p style="text-align: justify;">Paypal nasce fondamentalmente come sistema di pagamento per Ebay e in seguito si è evoluto come <strong>fornitore di un servizio di pagamento online</strong> facile e sicuro, implementabile su qualsiasi sito. Come fornitore di servizi Paypal offre delle garanzie di rimborso agli acquirenti che pagano tramite il sito, ma non essendo soggetta alle normative vigenti (sappiamo bene che il Lussemburgo è un paradiso fiscale) fa tutto da sola e di conseguenza applica le proprie regole e norme, per quanto possano essere discutibili o meno.</p>
<p style="text-align: justify;">Ecco perchè Paypal puo&#8217; tranquillamente bloccare i nostri fondi per 6 mesi, in attesa di verifiche e controlli sulle transazioni effettuate. Cio&#8217; avviene  di solito quando il volume delle transazioni aumenta e quando ci sono movimenti sospetti, per esempio fondi che passano da un account ad un altro senza un apparente motivazione.</p>
<p style="text-align: justify;">Bisogna sottolineare inoltre che Paypal effettua delle verifiche sui conti in base alla movimentazione e di conseguenza puo&#8217; tranquillamente richiederci fatture di acquisto, bolle e altri documenti.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Ma puo&#8217; farlo veramente?</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Certamente e purtroppo si, per i motivi elencati prima ma soprattutto perchè come fornitore di un servizio di pagamento online da alcune garanzie agli acquirenti: in sostanza il blocco dei fondi dovrebbe essere una tutela per l&#8217; acquirente in caso di reclamo e rimborso. In secondo luogo, le normative sono elencate chiaramente nelle regole di utilizzo e di conseguenza una volta lette possiamo decidere se utilizzare o meno il servizio. Se lo utilizziamo dobbiamo essere consapevoli che Paypal puo&#8217; effettuare verifiche e limitazioni sul nostro conto o addirittura bloccarci i fondi.</p>
<p style="text-align: justify;">Sicuramente è molto frustante vedersi bloccati i propri soldi, frutto magari di un duro e onesto lavoro effettuato ma allora come tutelarsi da tutto questo?Utilizzare o non utilizzare Paypal come metodo di pagamento?</p>
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<p style="text-align: justify;">Intanto se vogliamo utilizzarlo è necessario avere un conto Premier o Business che rimuove alcune limitazioni; se abbiamo intenzione di fare e-commerce o comunque una qualsiasi attività di vendita online, non dimentichiamo che sarebbe opportuno aprire una partita iva  per poter operare legalmente; se abbiamo movimenti consistenti sul nostro account, Paypal ci chiederà prima o poi un riscontro fiscale, la verifica di eventuali fatture di acquisto e via dicendo.</p>
<p style="text-align: justify;">Vendiamo oggetti o prodotti nuovi su ebay o sul nostro sito? Mi sembra logico possedere le fatture di acquisto per dimostrare la provenienza di questi beni.</p>
<p style="text-align: justify;">Vendiamo prodotti digitali o servizi? Anche in questo caso bisogna valutare se aprire una posizione fiscale in base al volume di affari previsto; in ogni caso il nostro commercialista di fiducia saprà consigliarci la strada da seguire ricordando che se siamo in regola abbiamo minori rischi di incappare in situazioni spiacevoli.</p>
<p style="text-align: justify;">Purtroppo Paypal puo&#8217; colpirci anche se abbiamo un attività online regolarmente registrata percio&#8217; i miei consigli a riguardo sono i seguenti:</p>
<ul>
<li style="text-align: justify;"><strong>Non lasciamo i nostri fondi su Paypal</strong>: se abbiamo un attività online apriamo subito un conto corrente bancario dove trasferire i nostri fondi una volta arrivati ad una certa soglia oppure colleghiamo una carta prepagata come Postepay.</li>
<li style="text-align: justify;"><strong>Utilizziamo il nostro conto Paypal solo per ricevere pagamenti</strong>. Se dobbiamo fare acquisti online apriamone un altro collegato ad una carta prepagata indipendente.</li>
<li style="text-align: justify;"><em>Se</em> abbiamo 2 conti utilizziamo email diverse per entrambi.</li>
<li style="text-align: justify;"><strong>Forniamo tutti i dati esattamente come richiesto da Paypal </strong>come ragione sociale, eventuali verifiche delle carte prepagate, numeri di telefono ecc.</li>
<li style="text-align: justify;"><strong>Utilizziamo Paypal prevalentemente per la vendita di prodotti digitali </strong>che hanno bassi costi ; un eventuale blocco dei fondi sarebbe di minor impatto sulla nostra economia.</li>
<li style="text-align: justify;"><strong>Se prevediamo di avere un elevato volume d&#8217;affari valutiamo la possibilità di aprire un conto corrente presso una banca di fiducia che ci offra l&#8217;integrazione di un pos virtuale (Bancasella,Iwbank ecc.) </strong></li>
</ul>
<p style="text-align: justify;">Ricordiamoci che Paypal non è la nostra banca sotto casa e quindi in caso di problemi abbiamo solo l&#8217;email e il telefono: in caso di contestazioni possiamo contattare il <strong>Centro Assistenza al numero 848 390 110</strong>. Non dimentichiamo inoltre che un eventuale azione legale da parte nostra sarà soggetta a norme legislative di Inghilterra e Galles con conseguenti spese.</p>
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