MTW Blog http://www.blog.mtwebnetwork.com Il magazine di internet,tecnologia,informatica,media e lavoro online Thu, 11 Mar 2010 14:19:14 +0000 http://wordpress.org/?v=2.9.2 en hourly 1 Guadagnare con Adsense – Parte Seconda http://www.blog.mtwebnetwork.com/lavoro/guadagnare-con-adsense-parte-seconda/ http://www.blog.mtwebnetwork.com/lavoro/guadagnare-con-adsense-parte-seconda/#comments Thu, 11 Mar 2010 14:19:14 +0000 Daniel http://www.blog.mtwebnetwork.com/?p=1471 Quanto si guadagna con Adsense?

Abbiamo lasciato il discorso nel precedente post con un punto di domanda: quanto si puo’ guadagnare con Adsense? Come ho detto, dipende da molti fattori ma in linea di massima un sito o un blog ben ottimizzato con circa 1000 visitatori unici giornalieri , puo’ guadagnare intorno ai 100 o 200 euro al mese, anche qualcosa in piu’. La rendita puo’ crescere in proporzione ai visitatori. Esistono blog che guadagnano migliaia di euro al mese ma che ovviamente ricevono decine di migliaia di visitatori unici giornalieri ma è anche vero che esistono siti con argomenti specifici che con poche decine di accessi al giorno portano anche 50 -100 euro al mese.

E’ praticamente impossibile fare una previsione dettagliata sui possibili guadagni, ogni sito fa storia a sè. L’ argomento trattato, il traffico dai motori , i visitatori fidelizzati, sono tutti fattori che incidono sulle rendite; per natura un forum o un blog frequentato da utenti abituali rende meno di un sito che riceve traffico dai motori di ricerca. Questo perchè l’utente abituale “essendo di casa” ha piu’ dimestichezza con i contenuti del sito ed è portato a cliccare meno sugli annunci. Chi invece proviene dai motori  sta appunto cercando informazioni e gli annunci pertinenti con i contenuti indicizzati sono ottime risorse per il navigatore.

Testare e ottimizzare

Un aspetto fondamentale da non trascurare è la posizione scelta per gli annunci che puo’ fare la differenza. Il navigatore medio si comporta in un certo modo appena atterrato su una pagina web; cerca informazioni nella parte superiore della pagina, scorrendo poi in basso. L’ attenzione si concentra soprattutto sotto i menu, sulla destra e alla fine di un contenuto. Qui in basso nell’ immagine si nota chiaramente quali sono le zone piu’ calde di una pagina web.

Nonostante tutto, Adsense non è una Scienza esatta; la dimensione degli annunci, il formato, i colori e l’integrazione con le pagine non sono valide per tutti; quello che puo’ andar bene per questo Blog puo’ non essere valido per il vostro. Ecco perchè è importante fare un continuo lavoro di ottimizzazione dei contenuti, aggiornare costantemente un sito e testare nuove forme e posizioni per i nostri annunci Adsense. Attenzione pero’: evitiamo di creare i cosidetti siti Made for Adsense cioè creati con l’ unico scopo di posizionare gli ads per avere una rendita. Ricordiamo che la prima cosa che viene sono i contenuti utili e aggiornati e se non ci sono quelli si viene spazzati via dalla concorrenza nelle SERP.

Come usare Adsense

Detto questo, iscriversi al programma Adsense è molto semplice, basta avere un account Google Gmail o crearne uno, dopodichè creare un account Adsense a questa pagina dove ci verrà richiesto di compilare il form inserendo i nostri dati come nome , cognome, url del sito principale ecc. E’ fondamentale compilare i dati esattamente soprattutto per poter ricevere i pagamenti in modo corretto ed evitare eventuali procedure di blocco o sospensione dell’account.

Google ci invierà in seguito, quando avremo raggiunto una determinata soglia di guadagno, un codice di verifica al nostro domicilio tramite posta ordinaria, che dovremo confermare online per dimostrare di essere gli intestatari dell’account. Da quel momento in poi siamo utenti verificati e, raggiunta la soglia di pagamento, possiamo decidere se farci inviare il denaro o sospendere e rinviare il pagamento al mese successivo.

Come vengono effettuati i pagamenti

Possiamo iscriverci ad Adsense in qualsiasi momento ma per poter ricevere i pagamenti è necessario essere intestatari di un conto corrente bancario, con gli stessi dati dell’account, quindi niente conti correnti intestati a terze persone. Google puo’ inviarci il pagamento con bonifico oppure con assegno intestato non trasferibile, da depositare sul nostro conto. Dimentichiamoci di usare eventuali carte ricaricabili provviste di codice IBAN: i pagamenti sono emessi da Citibank di Dublino che è fuori area Sepa e di conseguenza il nostro è un eventuale bonifico internazionale non accreditabile su una normale carta prepagata.

Una volta in possesso di un conto corrente, l’operazione da fare è verificarlo inserendo i dati nel nostro account. Google proverà a inviarci un importo minimo tramite bonifico elettronico che dovremo verificare e se l’operazione andrà a buon fine da quel momento potremo ricevere i nostri soldi sul conto ma possiamo optare anche per l’invio di un assegno. Per il momento è tutto. Nella terza parte di questo articolo Vi spiegherò come iniziare ad usare gli annunci adsense, affrontando un po’ di piu’ il lato tecnico e vedremo insieme alcuni argomenti e nicchie di mercato molto redditizie. Alla prossima.

]]>
http://www.blog.mtwebnetwork.com/lavoro/guadagnare-con-adsense-parte-seconda/feed/ 0
Guadagnare con Internet : creare e rivendere video pubblicitari. http://www.blog.mtwebnetwork.com/primo-piano/guadagnare-con-internet-creare-e-rivendere-video-pubblicitari/ http://www.blog.mtwebnetwork.com/primo-piano/guadagnare-con-internet-creare-e-rivendere-video-pubblicitari/#comments Tue, 09 Mar 2010 15:18:56 +0000 Daniel http://www.blog.mtwebnetwork.com/?p=1106 Qualche tempo ho recensito su queste pagine il sito Zoppa.com che da la possibilità di ricevere premi in denaro creando grafiche o video promozionali. Nell’ articolo originale che trovi qui ho spiegato il funzionamento del sito. Oggi affronteremo una tematica un po’ diversa e piu’ complessa ma sempre nello stesso ambito.

Il web 3.0 come ben sappiamo si sta muovendo in questa direzione; i video stanno caratterizzando sempre di piu’ la navigazione degli utenti che interagiscono quasi pienamente con i contenuti offerti dalle varie piattaforme come Youtube. Il mercato dei video ads sta crescendo , offrendo nuove opportunità di guadagno per gli editori online, ma anche e soprattutto per i creativi e i videomaker.

Il business dei video online

Gli attuali metodi di guadagno e monetizzazione vanno dal Pay-per-click, come gli annunci Adsense sui video e canali Youtube , ai concorsi e contest come quelli di Zoppa o Current Tv. Nel caso del PPC abbiamo un ritorno economico  grazie ai click sugli annunci generati dai nostri video amatoriali o non amatoriali pubblicati su Youtube, Metacafè ecc. Nel caso dei Contest si viene premiati da una giuria che assegna  un corrispettivo in denaro al miglior lavoro. In entrambi i casi trattasi di guadagno online a medio termine nel senso che deve passare un certo lasso di tempo affinchè si concretizzino i risultati e si ricevano i soldi; nel caso del PPC per esempio abbiamo bisogno di raggiungere una soglia di pagamento prima di ricevere il denaro. Per quanto riguarda i contest o le gare in genere abbiamo bisogno di vincere arrivando primi tra centinaia o migliaia di altri aspiranti, a volte videomaker professionisti.

In ogni caso, questi tipi di attività online sono senz’ altro validi (in questo articolo parlo anche di Adsense), ma molto dipendono da terze persone che gestiscono questi programmi.

E se invece saltassimo tutte queste fasi e provassimo a crearci da soli la nostra impresa online, creando un nostro network pubblicitario, creando i nostri contenuti, producendo video su commissione rivendendoli e guadagnando da subito senza attese?

Guadagnare creando video pubblicitari

Il concetto è semplice e l’ ho ribadito piu’ volte in passato: per guadagnare bisogna lavorare e produrre qualcosa di concreto e valido, creare un valore, un prodotto o un servizio da offrire che risponda ad una domanda specifica. Se diamo un occhiata alle statistiche  notiamo come la rete abbia superato la televisione per quanto riguarda informazione e pubblicità; sempre piu’ utenti usano Internet per leggere news, informarsi, formarsi, studiare e intrattenersi. I canali web video o le web tv in streaming sono una realtà abbastanza consolidata. Le aziende preferiscono sempre di piu’ investire in pubblicità online che, a costi piu’ bassi,  offre un target di potenziali clienti piu’ vasto e piu’ preciso.

Alcuni test da me personalmente effettuati nel corso degli ultimi 2 anni, hanno dato risultati positivi in questo campo. I punti fondamentali che sono venuti fuori da questo case study sono:

  • Come pianificare un attività di advertsing online
  • Come creare un proprio network pubblicitario
  • Come avviare un canale video in streaming professionale
  • Come creare contenuti video di valore
  • Come creare una community di utenti interessata ai propri contenuti
  • Come creare contenuti promozionali alle aziende
  • I canali di distribuzione per i nostri servizi

Partendo da questo breve elenco si puo’ sviluppare un piano d’azione per avviare un attività online nel campo degli spot video pubblicitari. Non si tratta di buttare giu’ qualcosa alla meno peggio ma piuttosto di costruire realmente un business  grazie ad un lavoro di preparazione e successivamente allo svolgimento di alcuni compiti giornalieri come la creazione di un videoclip pubblicitario che ci permetterà di avere un ritorno economico immediato; niente attese, niente pochi centesimi di euro alla volta, pieno controllo e gestione sull’attività. Niente a che vedere con utopici e decantati sistemi automatici per fare soldi. Niente rendite automatiche quindi.

Spiegarne tutti i dettagli e le metodologie in uno o piu’ articoli su questo blog risulterebbe troppo riduttivo e poco fruibile; oltretutto gli argomenti da trattare sono molti e abbastanza complessi come ho accennato all’inizio. Per questo motivo è da qualche mese che sto lavorando ad un nuovo Ebook, una guida completa e dettagliata per avviare un attività online e guadagnare dalla vendita di spazi pubblicitari e video spot. Nel corso delle prossime settimane affronteremo ancora l’argomento ma intanto , per chi desidera approfondire e saperne di piu’ è possibile iscriversi alla newsletter compilando il form in basso; provvedero’ periodicamente ad inviare notizie e aggiornamenti gratuiti ma soprattutto ogni iscritto sarà informato preventivamente sulla data di pubblicazione dell’ebook. Per qualsiasi altra informazione utilizzate la pagina Contatti. A presto.


]]>
http://www.blog.mtwebnetwork.com/primo-piano/guadagnare-con-internet-creare-e-rivendere-video-pubblicitari/feed/ 0
Guadagnare con Google Adsense – Parte Prima http://www.blog.mtwebnetwork.com/lavoro/guadagnare-con-google-adsense-parte-prima/ http://www.blog.mtwebnetwork.com/lavoro/guadagnare-con-google-adsense-parte-prima/#comments Sun, 07 Mar 2010 00:50:25 +0000 Daniel http://www.blog.mtwebnetwork.com/?p=1426 Google insieme ai  suoi ottimi servizi e prodotti, non ha bisogno di presentazioni.

Oggi parleremo del programma di affiliazione Adsense, che permette ai webmaster e amministratori di siti o blog di guadagnare inserendo pubblicità contestuali sulle proprie pagine. Nonostante sia già stato scritto molto sull’argomento Adsense ho ritenuto opportuno pubblicare questo articolo in piu’ parti che analizza un po’ piu’ dettagliatamente il sistema di guadagno offerto da Google; oltretutto, ci occuperemo sempre piu’ spesso in questa rubrica degli ottimi strumenti che offre il colosso di Mountain View, da Calendar a Documenti, da Adwords a Gmail etc. Ma vediamo nel dettaglio cos’è Adsense e come usarlo per guadagnare soldi con i nostri siti o blog.

Come funziona Adsense

Intanto bisogna fare un accenno ad Adwords che è lo strumento che ci permette di inserire i nostri annunci a pagamento che vengono in seguito posizionati nei risultati di ricerca di Google e nella rete di contenuti , le pagine web appunto. L’ inserzionista stabilisce alcuni parametri (l’argomento Adwords verrà approfondito in un prossimo articolo) e il costo per click che è disposto a pagare per indirizzare l’utente sulle proprie pagine. L’inserzionista paga solo quando viene cliccato l’ annuncio ed è qui che entra in gioco Adsense che è l’altra faccia della stessa medaglia: il costo del click viene ripartito tra Google e il webmaster che ha inserito gli annunci sul proprio sito, piu’ esattamente definito publisher in questo caso: i click generati sulle sue pagine vengono conteggiati e viene accreditato un importo che varia in base ad alcuni fattori.

Quanto paga Adsense

Il costo del click varia  da 0,01 centesimi in su, in base alla cifra impostata dall’inserzionista per una determinata parola chiave. In linea di massima la media si aggira intorno ai 0,10 – 0,50 centesimi a click tenendo conto che i vari settori hanno un tasso di concorrenza diverso; piu’ alto è piu’ gli inserzionisti sono disposti a pagare per essere visibili nei risultati di ricerca. Di conseguenza il guadagno puo’ variare in base all’argomento che trattiamo sulle nostre pagine semplicemente perchè Adsense pubblica automaticamente annunci pertinenti ai nostri contenuti.

E’ appunto la contestualità e la pertinenza degli annunci che fanno la differenza tra Adsense e altri programmi anche se bisogna dire che molti network pubblicitari si stanno attrezzando in tal senso. Nonostante cio’ Google Adsense rimane il miglior programma disponibile per quanto riguarda il PPC (pay-per-click) e anche se per ottenere guadagni interessanti abbiamo bisogno di molto traffico targhettizzato sulle nostre pagine e molto lavoro di ottimizzazione degli annunci, vale la pena utilizzarlo per una serie di motivi:

  1. Il sistema  di tracciamento dei click è efficiente.
  2. Possibilità di scegliere diversi formati di annunci, testuali e illustrati.
  3. Inserimento annunci nei feed rss e su contenuti per dispositivi mobili.
  4. Piena integrazione con i contenuti delle pagine web.
  5. Strumenti di analisi e ottimizzazione.
  6. Supporto tecnico tramite blog e organizzazione di webinar.
  7. Contabilità e pagamenti sempre precisi e puntuali al raggiungimento della soglia di pagamento.

Google ha un efficiente sistema di controllo per tracciare i click fraudolenti o i click  effettuati da un publisher sulle sue stesse pagine, pratica questa assolutamente vietata, pena l’espulsione immediata dal programma senza possibilità di appello. Questo tutela gli inserzionisti sui costi del PPC  e punisce eventuali scorrettezze da parte dei publisher.

Svantaggi di Adsense

Come detto precedentemente per avere risultati interessanti c’è bisogno di traffico sulle nostre pagine; il lavoro di ottimizzazione e di creazione di contenuti deve essere continuo e costante in modo da avere sempre annunci freschi e pertinenti, così come i vari test ed esperimenti su questi ultimi in base al loro posizionamento sulle pagine che possono fare la differenza. In sostanza, il duro lavoro che va fatto dietro, non sempre ripaga bene in termini economici, anche se molto dipende come ho detto, dal target di riferimento ma anche da vari fattori come un eventuale fluttuazione dell’ economia pubblicitaria online.

Quanto si guadagna con Adsense

Inutile farsi illusioni e farne fare ad altri (come spesso leggo su alcuni blog) promettendo facili guadagni: a meno che non possediate una testata come Repubblica che fa migliaia di visite al giorno, difficilmente potrete lasciare il vostro vecchio lavoro e dedicarvi solo al guadagno con Adsense. Esistono pero’ dei casi di successo tra i blogger, soprattutto in america in quanto il mercato è piu’ ampio. Diciamo comunque che bisogna partire con un buon progetto web, contenuti interessanti e ricercati, competenza in materia e una base di almeno 200 o 300 visite giornaliere; cio’ permetterà di arrotondare qualcosa a fine mese se si avrà fatto un buon lavoro. In sostanza.. quanto? Ne parleremo la prossima settimana nella seconda parte di questo articolo, appuntamento a Venerdì e grazie.

]]>
http://www.blog.mtwebnetwork.com/lavoro/guadagnare-con-google-adsense-parte-prima/feed/ 0
Ricevere pagamenti online : il caso Paypal. http://www.blog.mtwebnetwork.com/primo-piano/ricevere-pagamenti-online-il-caso-paypal/ http://www.blog.mtwebnetwork.com/primo-piano/ricevere-pagamenti-online-il-caso-paypal/#comments Wed, 03 Mar 2010 15:56:30 +0000 Daniel http://www.blog.mtwebnetwork.com/?p=1394 Problemi con Paypal.

Non è la prima volta che se ne sente parlare. Chi fa e-commerce o comunque ha un attività online dove è necessario avere uno strumento per ricevere i pagamenti anche con carte di credito e prepagate, spesso utilizza il noto sito del gruppo Ebay che permette di aprire un conto online e integrare un gateway sul proprio sito.

Ultimamente leggo pero’ di questioni  spinose sull’argomento in quanto moltissimi utenti lamentano le politiche applicate dal gruppo Paypal ai fondi che spesso e volentieri vengono congelati per 6 mesi, a dir loro per motivi di sicurezza, e apparentemente senza una motivazione valida. Analizziamo un po’ la situazione.

Tralasciando il discorso delle tariffe su cui si puo’ discutere a lungo, fondamentalmente ci sono due aspetti importanti che riguardano Paypal:

  1. Il gruppo ha sede legale in Lussemburgo
  2. Paypal non è una banca

Cosa vuol dire questo? Semplicemente che il gruppo non deve seguire le normative fiscali italiano e tanto meno ha gli obblighi che può’ avere una banca. Se apriamo un conto corrente bancario per una qualsiasi attività, per esempio ricevere pagamenti o bonifici, abbiamo sicuramente piena disponibilità (o quasi) del nostro denaro in qualsiasi momento ed un eventuale blocco dei fondi è previsto solo da un qualche illecito e comunque sempre disposto dalle autorità competenti in materia.

Paypal nasce fondamentalmente come sistema di pagamento per Ebay e in seguito si è evoluto come fornitore di un servizio di pagamento online facile e sicuro, implementabile su qualsiasi sito. Come fornitore di servizi Paypal offre delle garanzie di rimborso agli acquirenti che pagano tramite il sito, ma non essendo soggetta alle normative vigenti (sappiamo bene che il Lussemburgo è un paradiso fiscale) fa tutto da sola e di conseguenza applica le proprie regole e norme, per quanto possano essere discutibili o meno.

Ecco perchè Paypal puo’ tranquillamente bloccare i nostri fondi per 6 mesi, in attesa di verifiche e controlli sulle transazioni effettuate. Cio’ avviene  di solito quando il volume delle transazioni aumenta e quando ci sono movimenti sospetti, per esempio fondi che passano da un account ad un altro senza un apparente motivazione.

Bisogna sottolineare inoltre che Paypal effettua delle verifiche sui conti in base alla movimentazione e di conseguenza puo’ tranquillamente richiederci fatture di acquisto, bolle e altri documenti.

Ma puo’ farlo veramente?

Certamente e purtroppo si, per i motivi elencati prima ma soprattutto perchè come fornitore di un servizio di pagamento online da alcune garanzie agli acquirenti: in sostanza il blocco dei fondi dovrebbe essere una tutela per l’ acquirente in caso di reclamo e rimborso. In secondo luogo, le normative sono elencate chiaramente nelle regole di utilizzo e di conseguenza una volta lette possiamo decidere se utilizzare o meno il servizio. Se lo utilizziamo dobbiamo essere consapevoli che Paypal puo’ effettuare verifiche e limitazioni sul nostro conto o addirittura bloccarci i fondi.

Sicuramente è molto frustante vedersi bloccati i propri soldi, frutto magari di un duro e onesto lavoro effettuato ma allora come tutelarsi da tutto questo?Utilizzare o non utilizzare Paypal come metodo di pagamento?

Intanto se vogliamo utilizzarlo è necessario avere un conto Premier o Business che rimuove alcune limitazioni; se abbiamo intenzione di fare e-commerce o comunque una qualsiasi attività di vendita online, non dimentichiamo che sarebbe opportuno aprire una partita iva  per poter operare legalmente; se abbiamo movimenti consistenti sul nostro account, Paypal ci chiederà prima o poi un riscontro fiscale, la verifica di eventuali fatture di acquisto e via dicendo.

Vendiamo oggetti o prodotti nuovi su ebay o sul nostro sito? Mi sembra logico possedere le fatture di acquisto per dimostrare la provenienza di questi beni.

Vendiamo prodotti digitali o servizi? Anche in questo caso bisogna valutare se aprire una posizione fiscale in base al volume di affari previsto; in ogni caso il nostro commercialista di fiducia saprà consigliarci la strada da seguire ricordando che se siamo in regola abbiamo minori rischi di incappare in situazioni spiacevoli.

Purtroppo Paypal puo’ colpirci anche se abbiamo un attività online regolarmente registrata percio’ i miei consigli a riguardo sono i seguenti:

  • Non lasciamo i nostri fondi su Paypal: se abbiamo un attività online apriamo subito un conto corrente bancario dove trasferire i nostri fondi una volta arrivati ad una certa soglia oppure colleghiamo una carta prepagata come Postepay.
  • Utilizziamo il nostro conto Paypal solo per ricevere pagamenti. Se dobbiamo fare acquisti online apriamone un altro collegato ad una carta prepagata indipendente.
  • Se abbiamo 2 conti utilizziamo email diverse per entrambi.
  • Forniamo tutti i dati esattamente come richiesto da Paypal come ragione sociale, eventuali verifiche delle carte prepagate, numeri di telefono ecc.
  • Utilizziamo Paypal prevalentemente per la vendita di prodotti digitali che hanno bassi costi ; un eventuale blocco dei fondi sarebbe di minor impatto sulla nostra economia.
  • Se prevediamo di avere un elevato volume d’affari valutiamo la possibilità di aprire un conto corrente presso una banca di fiducia che ci offra l’integrazione di un pos virtuale (Bancasella,Iwbank ecc.)

Ricordiamoci che Paypal non è la nostra banca sotto casa e quindi in caso di problemi abbiamo solo l’email e il telefono: in caso di contestazioni possiamo contattare il Centro Assistenza al numero 848 390 110. Non dimentichiamo inoltre che un eventuale azione legale da parte nostra sarà soggetta a norme legislative di Inghilterra e Galles con conseguenti spese.

]]>
http://www.blog.mtwebnetwork.com/primo-piano/ricevere-pagamenti-online-il-caso-paypal/feed/ 0
Aggiornamento MTW Blog Magazine http://www.blog.mtwebnetwork.com/primo-piano/aggiornamento-mtw-blog-magazine/ http://www.blog.mtwebnetwork.com/primo-piano/aggiornamento-mtw-blog-magazine/#comments Sun, 14 Feb 2010 16:02:06 +0000 Daniel http://www.blog.mtwebnetwork.com/?p=1366 Gentili utenti,

è arrivato il momento di aggiornare il blog dopo un breve periodo di latitanza causa forza maggiore. Attualmente sto rivedendo un po’ la veste grafica che è completamente cambiata, insieme ai contenuti e articoli in modo da offrire un approccio piu’ diretto e usabile del sito.In questa fase di  “Lavori in corso” alcune funzioni o aree del blog potrebbero non essere fruibili completamente; mi scuso per il disagio.

]]> http://www.blog.mtwebnetwork.com/primo-piano/aggiornamento-mtw-blog-magazine/feed/ 0 Aprire la partita iva. Informazioni e costi. http://www.blog.mtwebnetwork.com/guide/aprire-la-partita-iva-informazioni-e-costi/ http://www.blog.mtwebnetwork.com/guide/aprire-la-partita-iva-informazioni-e-costi/#comments Fri, 09 Oct 2009 19:15:04 +0000 Valentina83 http://www.blog.mtwebnetwork.com/?p=1322

Al giorno d’oggi, l’impiego statale o comunque la stabilità di un contratto a tempo indeterminato sembrano sempre di più un sogno difficilmente realizzabile. È diventato più importante che mai sapersi ingegnare, reinventarsi di volta in volta dando vita al proprio personalissimo business. Se siete arrivati in questo blog dedicato al guadagno online e ai lavori gestibili da casa, è probabile che stiate cercando delle idee utili in questo senso. È altrettanto probabile che siate persone dinamiche, intraprendenti e desiderose di realizzare i vostri desideri professionali. Siete forse reduci da contratti a progetto, collaborazioni co.co.pro, co.co.co. e chi più “co” ha più ne metta; potreste forse essere stanchi di dover “dipendere” da qualcuno…

A questo punto, avete intenzione di giocarvi il tutto per tutto, mettendo a frutto le competenze acquisite nel corso degli anni. Avete deciso di dare una svolta al vorso percorso lavorativo. Avete deciso di aprire partita iva. Bene. O meglio, parliamone.

Valutare i presupposti per aprire partita iva

Aprire una partita iva è un passo importante. È necessario quindi valutare bene la possibilità di muoversi in questa direzione, ed è quindi sensato rivolgersi a un esperto. Prendete appuntamento da un bravo commercialista che sappia consigliarvi il regime migliore al quale aderire nel momento dell’apertura della partita iva e, soprattutto se è consigliabile per voi diventare “professionisti con iva”.

Molti infatti commettono l’errore di aprire partita iva prima ancora di avere un giro di affari che giustifichi questa decisione. Con “giro di affari” non intendo che sia necessario guadagnare 5mila euro al mese (anche se ve lo auguro con tutto il cuore), voglio invece dire che è importante raggiungere la soglia dei 1.200/1.500 euro al mese perché altrimenti non varrebbe la pena di fare un passo del genere.

Alternativa alla partita iva

Come alternativa alla partita iva, infatti, è possibile proseguire con le collaborazioni occasionali, purché non si superi la soglia dei 5mila euro annui per ogni singolo commettente e quella dei 30 giorni lavorativi consecutivi presso un’azienda. In realtà, la regolamentazione in materia è piuttosto frastagliata e alquanto ambigua: ricevere, per esempio, un compenso ogni mese da un certo datore di lavoro, non rientra più nell’ambito delle collaborazioni occasionali… (!!!)

Perché aprire partita iva

A ogni modo, chi possiede una partita iva dà sicuramente un’immagine di sé meno “precaria” e più professionale e le aziende si sentono più tutelate a livello legale e si liberano di incombenze fiscali che per l’amministrazione equivalgono a delle piccole grandi scocciature. Io, per esempio, ho deciso di aprire partita iva per due motivi: le mie collaborazioni pur essendo occasionali, non lo erano più perché – proprio come accennavo qualche riga fa – ricevevo un compenso preciso ogni mese; ho voluto dare di me un’immagine diversa, dedicandomi a pieno regime al mio lavoro.

Costi di apertura partita iva e commercialista

Parlando di esperienze personali, posso darvi per esempio qualche informazione utile per quanto concerne i costi che si devono sostenere per aprire partita iva. Io non ho pagato niente – e non perché abbia qualche conoscenza o dote particolare, intendiamoci! – in quanto il mio commercialista lavora in un certo modo. Ogni anno si fa pagare 800 euro per tenermi la contabilità (non fatturando milioni di euro, si tratta di piccola contabilità). Questo compenso è suddiviso in 4 rate trimestrali da 200 euro ciascuna e comprendono i costi di apertura di partita iva. In generale il costo per aprire partita iva si aggira intorno ai 200/300 euro.

Costi per sostenere la partita iva

Poniamo il caso il vostro fatturato annuo sia di 18.000 euro. La stangata vi arriverà il primo anno quindi è bene che vi prepariate adeguatamente. Potete anche aprire un conto apposito dove verserete l’iva (il 20% di quello che guadagnerete non è altro che denaro fittizio non spendibile che dovrete rendere allo Stato! Quindi meglio chiuderlo in un cassetto e dimenticarselo) e parte dei contributi.

Stavamo ipotizzando il caso in cui annualmente accumuliata 18.000. Dovrete pagare 3.400 euro di IRPEF, 3.600 euro di contributi a saldo e 2.800 euro in acconto. Il secondo anno, entrati a regime, i costi saranno ammortizzati in base a quello che avete versato l’anno precedente. Praticamente andrete a detrarre dal fatturato del secondo anno, la cifra che avete versato nel primo. So che il discorso può risultare macchinoso e proprio per questo motivo vi passo un ottimo manuale per potervi documentare meglio sul discorso “apertura partita iva”. Lo trovate qui: è semplicissimo ed estremamente utile. Dategli uno sguardo e poi — ricordate! — fatevi una bella chiacchierata col vostro commercialista di fiducia.

]]> http://www.blog.mtwebnetwork.com/guide/aprire-la-partita-iva-informazioni-e-costi/feed/ 7 Dopo infoprodotti arriva anche infobufale http://www.blog.mtwebnetwork.com/web/dopo-infoprodotti-arriva-anche-infobufale/ http://www.blog.mtwebnetwork.com/web/dopo-infoprodotti-arriva-anche-infobufale/#comments Wed, 07 Oct 2009 12:50:16 +0000 Daniel http://www.blog.mtwebnetwork.com/?p=1310 Ho appena coniato un nuovo termine italiano che sicuramente avrà un seguito e comparirà ben presto nei dizionari; questo perchè il termine rappresenta un argomento che mi sta particolarmente a cuore: in questo articolo ci occuperemo quindi di  “infobufale”.

Il termine infobufala è composto da info cioè  informazioni e bufala che in questo caso non è un bovino ma piuttosto sta a significare un qualcosa che non esiste nella realtà, un qualcosa di falso in sostanza. Infobufala deriva da infoprodotto , un altro termine coniato di recente anch’esso composto dai termini info e prodotto, ovvero prodotto informativo.

Prima di vedere cosa sono le infobufale, è bene spiegare  gli infoprodotti che sono una cosa completamente diversa dai primi.

Infoprodotti

Sappiamo già che info sta per informativo o anche informazione e  prodotto nella lingua italiana vuol dire generato, fatto, creato, confezionato. Molti di voi conosceranno già questo termine e l’uso che se ne fa in rete, ma per chi ancora non ne conosce il significato, gli infoprodotti possono essere gli ebook, le video guide, tutorial, manuali e tutte le creazioni digitali che contengono informazioni utili per gli utenti; un ebook-manuale su come usare un pc è un infoprodotto; una videoguida su come installare una periferica è un infoprodotto. La caratteristica particolare è che quasi tutti gli infoprodotti sono in formato digitale e scaricabili da Internet, alcuni gratuitamente e altri a pagamento.

Gli stessi ebook che trovate su questo blog non sono altro che infoprodotti creati appositamente per distribuire informazioni utili. In rete possiamo trovare migliaia di ebook e guide, alcune ottime e molto valide, altre un po’ meno. Si trovano inoltre ebook o guide (la maggior parte a pagamento) che promettono miracoli in diversi campi, come il guadagno online, una categoria molto diffusa, ma che in fondo non sono altro che informazioni e guide assolutamente fasulle o piu’ semplicemente descrivono tecniche a parole, parole, parole..inapplicabili. Questi prodotti vengono classificati quindi, per forza di cose, come Infobufale.

coverbufala

Infobufale

A differenza quindi degli infoprodotti, le infobufale  sono tutte quelle creazioni digitali (e-book, guide ecc..) che descrivono e promettono la soluzione ad un problema o un miracolo finanziario come per esempio guadagnare senza fare niente, guadagnare senza lavorare e via dicendo. In sostanza , se questi ebook fossero libri cartacei si potrebbe tranquillamente definirli carta straccia in quanto riportano informazioni che altro non sono che delle bufale. Da qui il termine infobufala.

Come riconoscere e distinguere gli infoprodotti dalle infobufale

Purtroppo non è cosi’ facile distinguere i due prodotti in quanto la vasta diffusione di entrambi favorisce il mescolamento delle carte e confonde l’utente finale. Molte infobufale poi, sono simili (se non uguali) nelle copertine visive agli infoprodotti, oppure riportano titoli e testi che fanno uso e leva di giochi di parole. Vediamo come puo’ essere possibile distinguere entrambi:

Caratteristiche degli infoprodotti

  1. Di solito sono distribuiti da case editrici online rinomate che selezionano gli autori in base alla loro competenze e serietà.
  2. Sono scritti e redatti in un italiano corretto e impaginati correttamente.
  3. Non promettono mai risultati miracolosi.
  4. Hanno la garanzia soddisfatti o rimborsati.
  5. Viene curata la loro promozione e il piano di marketing.
  6. A volte è possibile scaricare un capitolo gratuitamente.
  7. Molto spesso sono distribuiti gratuitamente.
  8. Prevedono un minimo di assitenza in caso di problemi.
  9. Nella maggior parte dei casi viene descritto il contenuto dei capitoli.

Caratteristiche delle Infobufale

  1. E’ raro trovarle gratuitamente.
  2. La maggior parte non hanno un sito di riferimento e nessun contatto.
  3. Promettono risultati facili,  miracolosi e obbiettivi al di fuori di ogni logica.
  4. Spesso sono trascrizioni e copie da altre lingue come l’inglese.
  5. A volte hanno prezzi esorbitanti.
  6. La maggior parte riguardano il guadagno online, le affiliazioni, il trading online.
  7. Raramente vengono distribuite da case editrici.
  8. La garanzia o l’assistenza è spesso inesistente.
  9. Spesso le informazioni contenute sono reperibili in rete gratuitamente.

In questo caso ho fatto riferimento agli ebook che tra infoprodotti e infobufale sono quelli di maggiormente diffusi; ma il discorso è valido anche per audio-ebook, videoguide ecc. Fondamentalmente, il consiglio che posso dare è di diffidare di prodotti che promettono di guadagnare facilmente, oppure fare questo o quello senza studi approfonditi e via dicendo. Come ho precedentemente descritto, le infobufale fanno leva sui giochi di parole: acquistando per esempio una guida su Come guadagnare con ebay, potremmo imbatterci in un semplice testo che ci guida all’iscrizione al sito, all’apertura di un negozio, ma fondamentalmente è un manuale generico che non approfondisce i vari aspetti e metodologie. Prima di acquistare qualcosa quindi, assicuratevi che le informazioni contenute non siano già disponibili gratuitamente e soprattutto cercate su Google se ci sono commenti e feedback al prodotto.

Considerazioni personali

Nonostante possa sembrare il contrario, questo articolo vuole essere un post un po’ spiritoso e fuori dalle righe, non dettato assolutamente da esperienze negative o frustazioni. Per darvene la prova desidero a mia volta regalarvi un infoprodotto (o una infobufala, fate voi) che rispecchia pienamente lo spirito di questo post. Potete scaricarlo dal link in basso e distribuirlo liberamente. Non si tratta di nulla di particolare, ma è solo l’estratto di un dizionario (ipotetico) con il significato del termine infobufala, insieme ai suoi sinonimi. Perdonate il linguaggio un po’ colorito ma quando cè vò cè vò.

A presto con qualcosa di piu’ serio.

Dizionario infobufala

]]> http://www.blog.mtwebnetwork.com/web/dopo-infoprodotti-arriva-anche-infobufale/feed/ 0 Diventare articolisti di blog http://www.blog.mtwebnetwork.com/lavoro/diventare-articolisti-di-blog/ http://www.blog.mtwebnetwork.com/lavoro/diventare-articolisti-di-blog/#comments Thu, 01 Oct 2009 08:53:51 +0000 Valentina83 http://www.blog.mtwebnetwork.com/?p=1293

Le nuove frontiere del web

Come abbiamo avuto modo di vedere e come sicuramente continueremo a scoprire più avanti, il mondo della scrittura offre numerose possibilità. Adesso più che mai, poi, è possibile davvero mettere alla prova le proprie capacità grazie alle infinite declinazioni che il web mette a nostra disposizione.

Voi molto probabilmente avrete il vostro blog, come il 90% delle persone. Quindi, come voi, nove persone su dieci hanno il loro, ma è molto comune a dire il vero, che una persona soltanto tenga più di un blog. Questo perché, a differenza di qualche anno fa, quando si era soliti utilizzare i blog solo a mo’ di diario personale, oggi la situazione è completamente cambiata grazie alla possibilità di monetizzare il sito e trarne quindi guadagno grazie, per esempio, agli ADS di Google. Oggi, dicevamo, capita sempre più spesso che un blog non sia soltanto un modo per “sfogarsi”, scrivere quello che è successo durante la giornata, mettere insomma nero su bianco i propri pensieri, no. Oggi si aprono blog con un fine specifico: acquisire accessi in un primo momento, ricavare profitti in un secondo.

Detto questo, è facile intuire che esista molta gente che ha fatto del blogging la sua fonte di guadagno, semplicemente curando in contemporanea 2, 3… 6 blog. Capite però che, a un certo punto, la gestione multipla di più siti diventa difficoltosa anche perché, per guadagnare nuove utenze e accessi quotidiani sono richieste principalmente due cose:

  1. aggiornamento costante del blog, meglio se quotidiano;

  2. redazione di contenuti validi, non copiati (Google ci mette un attimo a rintracciare i contenuti ripresi da altri siti e penalizzare il vostro), pertinenti al tema del blog.

Quando si apre un blog, infatti, è necessario prima di tutto identificare un argomento che si vuole sviluppare. Per esempio, questo blog, MTW blog, tratta di web marketing e guadagno online e come vedete tutti gli articoli che sono stati scritti fin’ora rientrano in queste categorie, categorie che poi rappresentano le key words sulle quali “spingere” quando si elaborano dei pezzi.

Qualche riga fa stavamo dicendo che chi tiene in contemporanea diversi blog può con molta probabilità incontrare dei problemi di gestione e di aggiornamento contenuti. È proprio per questo motivo che, sempre più spesso, si tende a “esternalizzare” il lavoro di redazione rivolgendosi a delle persone, più o meno esperte, che si occuperanno della scrittura di nuovi post.

Come si diventa quindi articolisti di blog? In cosa consiste il lavoro? Quanto si guadagna?

Cercherò di rispondere a tutte queste domande. Partiamo con ordine…

Per diventare articolisti di blog è indispensabile avere delle buone capacità di scrittura, di ricerca contenuti, di rielaborazione e sintesi. È inoltre necessario avere una discreta conoscenza dei principali programmi di Content Management System, meglio conosciuti con l’abbreviazione di CMS. Tra i CMS più diffusi, avrete sicuramente sentito parlare di Wordpress, una piattaforma piuttosto user-friendly per la gestione e pubblicazione di contenuti. Programmi come Wordpress permettono di scrivere nuovi articoli, gestire le utenze, approvare o eliminare i commenti ricevuti (previa installazione di un apposito plug-in), inserire le key-word e i tag a ogni articolo permettendo un miglior posizionamento del pezzo. Un articolista è tenuto a svolgere molti dei suddetti compiti, quindi avere un’infarinatura base di CMS, capite bene che è fondamentale. Qualora non abbiate ancora dimestichezza, non preoccupatevi: esistono online molti tutorial che vi potranno aiutare.

Per esempio, guardate questo video tutorial.

Oppure andate qui. Usarewordpress è un sito davvero utile e completo dove vengono spiegate, passo passo, le varie funzioni di questo famoso CMS.Una volta che avrete capito principalmente come inserire un nuovo articolo, formattarlo e aggiungere tag e key words, il gioco è fatto. E vedrete che non è affatto difficile!

Iniziare a cercare lavoro come blogger/articolista

Adesso siete pronti per iniziare a cercare lavoro. Io personalmente, faccio riferimento costante a uno dei forum migliori che esistano (almeno a parer mio) per quanto concerne le tematiche connesse a SEO, web marketing e web writing. Sto parlando del forum di Giorgio Taverniti, meglio conosciuto come forum GT. Nella sezione “collaborazioni web e lavoro”, troverete quotidianamente chi è alla ricerca di blogger e articolisti. Andate qui e vedrete da soli la mole di richieste presenti. Prima di tutto però vi consiglio di effettuare la registrazione, perché potrete replicare agli annunci o contattare con un messaggio privato l’utente che ha pubblicato la richiesta, soltanto dopo che vi sarete loggati.

Prendiamo in analisi una delle richieste presenti nel forum GT.

Andate qui e leggete l’annuncio.

Si ricerca un articolista che scriva 2 articoli al giorno inerenti il settore moto. La collaborazione è retribuita (spesso capita infatti che non lo sia affatto o che ci sia la possibilità di uno scambio link, quindi prestate attenzione, di volta in volta, all’aspetto monetario) ma non viene specificato il compenso. Dovrete quindi replicare al messaggio chiedendo informazioni aggiuntive, oppure contattare direttamente l’utente, cosa che io personalmente ritengo migliore rispetto alla prima.

Prospettive di guadagno

In linea di massima, però, il guadagno ad articolo di circa 200 parole è molto contenuto. A differenza di quanto scrissi qualche post fa (in merito al tariffario di lavori di copywriting), il lavoro di blogger non è poi così redditizio. Se avete intenzione di farlo diventare una vera e propria professione, dovete considerare che, in media un articolo viene pagato sui 2 euro. Però avrete una collaborazione continuativa sulla quale puntare. Poi, se col tempo il blog crescerà, potreste richiedere un aumento. Inoltre, si inizia sempre con piccole collaborazioni che però potranno “far curriculum” per quelle future. Quindi non demordete e cercate la collaborazione migliore. Io personalmente vi direi di non accettare un pagamento inferiore ai due euro per 200 parole circa, ma voi siete liberissimi di fare diversamente.

Su www.roma.bakeka.it, www.kijiji.it e www.jobrapido.it potrete trovare altri annunci di lavoro. Inserire nello spazio bianco di ricerca la parola “blogger” o “articolista” o “web writer” e… buona fortuna!

Ah, dimenticavo: se avete appena iniziato e non avete scritto alcun articolo, sarebbe bene che ve ne prepariate 3-4 su argomenti di vario genere (finanza, benessere, moto, moda) di modo che potrete far vedere il vostro tipo di scrittura ai vostri ipotetici datori di lavoro.

]]> http://www.blog.mtwebnetwork.com/lavoro/diventare-articolisti-di-blog/feed/ 0 Aprire un negozio Ebay http://www.blog.mtwebnetwork.com/lavoro/ebay/aprire-un-negozio-ebay/ http://www.blog.mtwebnetwork.com/lavoro/ebay/aprire-un-negozio-ebay/#comments Wed, 23 Sep 2009 09:13:51 +0000 Valentina83 http://www.blog.mtwebnetwork.com/?p=1271 Esinosto molti vantaggi nell’avere un proprio eBay store: il primo in assoluto è che, aprire un negozio eBay permette, potenzialmente, di risparmiare un bel po’ di denaro.

Risparmiare soldi

Cercando in giro ho letto che il negozio eBay basico viene a costare sui 9,95 dollari al mese quindi poco più di 6 euro. Ogni elenco viene solo 0,02 dollari (0,0135 centesimi di euro) ed è possible aggiungere una gallerie fotografica per una manciata di spiccioli. Per quanto riguarda le inserzioni, si parte con un costo base di 0,30 dollari (intorno ai 20 centesimi) per shopper attivi, quindi più si inseriscono liste di oggetti da vendere ogni mese, maggiore è il risparmio su ogni singola inserzione.
Un negozio eBay è un ottimo modo per risparmiare denaro e permettere alla gente di guardare i tuoi prodotti. Fai diverse aste per un oggetto di cui hai diversi pezzi; includi una sorta di trafiletto pubblicitario che inviti gli utenti che non vogliono attendere la fine dell’asta a comprare subito l’oggetto in questione cliccando sul tasto “Compralo subito” e aggingi una descrizione veritiera del prodotto. Inserisci anche un hyperlink che riporti gli utenti direttamente al tuo negozio eBay.

Categorie

Le categorie sono un altro grosso vantaggio di avere un negozio eBay. Io so perfettamente che, quando trovo un oggetto che suscita la mia attenzione e il mio interesse, sono solita cliccare sul pulsante “vedi altri oggetti di questo venditore” per vedere se ci possano essere o meno, nel negozio di questo o quell’utente, altri oggetti che potrebbero piacermi e che potrei voler acquistare. Comunque, se il venditore ha pagine e pagine zeppe di oggetti in vendita, per quanto questi possano essere interessanti, un eccesso di pagine su cui perdere minuti e minuti facendo lo scroll, mi annoia e non mi spinge ad arrivare fino all’ultima. D’altro canto, se il venditore possiede un negozio eBay, ha la possibilità di inserire gli oggetti suddividendoli per categorie, cosa che trovo davvero utile perché evita ai potenziali acquirenti di perdere tempo a cercare l’oggetto che potrebbero desiderare nel magma di altre cose che proprio non interessano loro. Il risultato del suddividere i propri oggetti per categoria è duplice: si spinge l’utente che è arrivato nello store a non andarsene perché è agevolato nella ricerca e lo si spinge a tornare una seconda, terza, quarta volta se troverà quello che cerca. In ogni modo, colpiremo per il nostro “ordine” e per la facilità di “consultazione”.

Offerte e sconti

Alcune volte potrebbe capitare che un cliente ti chieda qualcosa di leggermente differente rispetto a quello che hai inserito nel tuo shop (magari sei un artigiano e realizzi tu stesso gli oggetti in vendita), o magari, altre volte, vorresti offrire agli utenti particolari sconti per l’acquisto multiplo di uno stesso oggetto.
In questo caso potresti creare una lista personalizzata nel tuo negozio eBay per l’acquirente e salvare la quota più vantaggiosa all’interno di una lista regolare.

Promuovere il proprio negozio

È auspicabile che ogni venditore sia in grado di preoccuparsi di fare delle buone azioni di marketing e di attivarsi nella sponsorizzazione del proprio negozio per attirare gli utenti eBay nel proprio store. Ultimamente poi, questo aspetto è diventato ancora più importante in quanto eBay ha visto dei miglioramenti notevoli alla qualità dei prodotti venduti e perciò la promozione del proprio store diviene di estrema necessità. Il modo migliore per sponsorizzare la propria attività è di inserire un link cliccabile proprio all’inizio di ogni inserzione. Questo invecentiverà i buyers a visitare il tuo negozio alla ricerca di oggetti simili. Dai modo di acquistare la maggior parte degli oggetti presenti nel tuo negozio con l’opzione “Compralo subito” in modo da essere sicuro di vendere il pezzo al prezzo che vuoi. Dovresti però inserire anche degli oggetti, oggetti “speciali” in asta, accompagnandoli a un “teaser” (messaggio pubblicitario accattivante, che suggerisce qualcosa ma non svela tutto) per incentivare i buyer a cercare all’interno del tuo shop altri oggetti. Con i soldi che riuscirai a risparmiare potresti fare un piccolo investimento, aggiungendo alle tue inserzioni opzioni aggiuntive come il grassetto e l’evidenziatura.

Controllo dell’inventario

Un ulteriore suggerimento che posso darti è di controllare regolarmente il tuo inventario: farlo con un negozio eBay poi non richiede poi nessuna spesa, se non quella che riguarda il tempo. Fare un inventario dei tuo oggetti ti sarà particolarmente utile quando un e-buyer farà delle offerte libere o quando la scadenza dell’asta si avvicina. Potrai sempre tenere sotto controllo la situazione.

]]>
http://www.blog.mtwebnetwork.com/lavoro/ebay/aprire-un-negozio-ebay/feed/ 0
Come diventare webmaster. http://www.blog.mtwebnetwork.com/lavoro/come-diventare-webmaster/ http://www.blog.mtwebnetwork.com/lavoro/come-diventare-webmaster/#comments Tue, 15 Sep 2009 20:48:26 +0000 Valentina83 http://www.blog.mtwebnetwork.com/?p=1195 I siti web rivestono un ruolo di primaria importanza nel mondo del commercio elettronico. Possono infatti essere utilizzati per vendere prodotti, attrarre investimenti pubblicitari o addirittura esprimere punti di vista. Diventare un webmaster richiede del tempo (non moltissimo in realtà), ma soprattutto tanta attenzione per il sito web che si sta progettando. Se si hanno dedizione e passione, è possibile diventare un webmaster anche in breve tempo.

La maggior parte dei webmaster in circolazione, infatti, sono persone che hanno imparato questo mestiere studiando e facendo tanta pratica. Forse sentirete dire in giro che è possibile costruire un sito web senza conoscere alcun linguaggio; esistono infatti alcuni siti free che permettono di diventare webmaster e mettere in piedi un sito utilizzando delle istruzioni che vengono fornite, passo passo, all’utente. Tali istruzioni in realtà non sono altro che dei moduli preimpostati che permettono di ridurre i tempi di realizzazione e il livello di difficoltà. Questi moduli, però, essendo già stabiliti, limitano notevolmente la personalizzazione del sito, il che rende praticamente impossibile inserire particolari elementi o gestirlo come si vorrebbe. Sul sito www.html.it sono presenti tantissime guide online, dal livello base fino a quello più avanzato, valide fonti di studio per poi cimentarsi con la pratica.

Quando le persone prendono in considerazione l’idea di diventare un webmaster, non si rendono pienamente conto del fatto che forse non dispongono degli skills necessari per svolgere questo lavoro. E cosa fa la maggior parte di noi quando si rende conto delle proprie lacune? Cerca il modo di istruirsi. Se vuoi diventare un dottore, dovrai prendere una laurea in medicina. Se vuoi diventare un tecnico elettronico, dovrai diplomarti presso un istituto tecnico. Potrei andare avanti con questa lista per ore, solo per farvi capire che ogni lavoro necessita della sua specializzazione. Per farla breve però, per diventare un webmaster non occorre nessun tipo di “educazione formale”. Se senti di avere già tutte le caratteristiche per fare questo lavoro, nessuno ti fermerà; se invece pensi di necessitare di maggiori informazioni, nozioni tecniche e pratica, datti da fare già da ora. Prova a metterti subito alla prova nella realizzazione del tuo primo sito. Seguire questa breve to-do list, potrà tornarti utile.

Passo 1: Impara l’HTML

Acquisisci quante più informazioni possibili sulle basi del linguaggio HTML. Se sai già come creare qualche codice basilare per la configurazione, sarai sicuramente in grado di personalizzare il tuo sito web in base alle tue esigenze. Non devi diventare un programmatore, ma è necessario che tu sappia come funziona il linguaggio base HTML in modo da tenere sotto controllo, ed eventualmente poter correggere, eventuali problemi che potrebbero riscontrarsi nel sito.

Passo 2: Scegli l’host migliore

Trova un host per il tuo sito web. Essere un webmaster significa controllare in autonomia un sito web e questo, per forza di cose, richiede l’hosting. Cerca un piano di hosting che possa offrirti esattamente tutte le varie opzioni che ti occorrono, piuttosto che focalizzarti sul prezzo. Ricorda, la qualità implica denaro o, per dirla come un vecchio detto “chi più spende, meno spende”. La maggior parte delle società di hosting offrono degli sconti sul prezzo per l’acquisto di hosting a lungo termine, quindi valuta anche la possibilità di un acquisto pluriannuale.

Passo 3: Realizza il tuo sito

Metti in piedi il tuo sito web. Il sito avrà bisogno di contenuti, buoni contenuti, e grafica. Puoi anche arricchirlo con il livello di interattività che preferisci. È possibile affidare il lavoro in outsourcing a una web writer (e in questo caso, ovviamente, chiamerai me, giusto?) o a un graphic designer, oppure puoi fare il lavoro da solo. Datti delle scadenze, in modo che il tuo sito sia completo e online quanto prima.  Se intendi creare un sito di 10 pagine, metti in preventivo di spendere una mezza giornata per sviluppare ciascuna di quelle pagine.

Passo  4: Controlla la correttezza del sito

Prima di mettere il sito online, provalo e assicurati che tutte le sue funzioni lavorino correttamente. Dovresti impiegare un paio di giorni circa cercando di accedere al sito da luoghi e browser diversi. Contatta anche gli amici e i parenti e fatti dire se riscontrano problemi con l’accesso e la visualizzazione. Apporta, se serve, tutte le correzioni che devono essere fatte.


Passo 5: Metti online il sito

Pubblica il sito web. Una volta che il sito sarà online, tutto il mondo avrà accesso alle tue pagine e ai tuoi contenuti.

Passo 6: Gestisci i problemi con celerità

Cerca di gestire, di volta in volta, i problemi che gli utenti possono incontrare. Modera i commenti e rispondi alle domande per mantenere il sito web vivo. Assicurati di gestire le varie problematiche del sito abbastanza velocemente per inviatare gli utenti a tornare.

È facile creare un sito web, ma il termine “webmaster” significa molto di più.

Una società assume un webmaster  per curare l’editing di  tutte le pagine web, occuparsi dell’aggiornamento del codice HTML e assicurarsi che il sito rimanga funzionante, sicuro e soprattutto… in linea!

Le pagine web sono diventate più complicate nel corso degli ultimi dieci anni, il che richiede agli sviluppatori web di imparare a utilizzare Shockwave e JavaScript. Alcune società richiedono anche la conoscenza di programmi per garantire i massimi livelli di sicurezza per le transazioni finanziarie. Fortunatamente, molte aziende oggi fanno riferimento a dei team di sviluppatori web, ed è quindi possibile diventare uno dei webmaster di una società specializzandosi in un paio di competenze utili. Per diventare un webmaster ISP si richiede una certa familiarità con i server che permettono di visualizzare le pagine web ai visitatori, e per i due terzi dei siti web presenti su Internet, il software che svolge questo compito è Apache.

Fortunatamente, la parola “webmaster” è diventata così familiare che è ora usata a livello colloquiale per riferirsi a chi ha creato un sito web. Ora è facile per quasi chiunque realizzare una semplice pagina web, dal momento che numerosi siti offrono hosting gratuito a tutti coloro che forniscono un indirizzo email valido (compresi siti come Blogger, LiveJournal, Diaryland e Wordpress.) Ma per mettere in piedi un sito web completo, come già abbiamo avuto modo di vedere, occorre investire un minimo di denaro (ricordate? Chi più spende, meno spende). Un vero webmaster  trarrebbe numerosi benefici se imparasse Unix. Molti ISP caricano le loro pagine web su un server che esegue il sistema operativo Unix, e gli utenti possono accedere alla directory web utilizzando un software telnet. Questo permette l’editing diretto delle pagine web  sul server, di modo che le modifiche possano essere salvate immediatamente. Unix gestisce anche il linguaggio di programmazione Perl, che può essere utilizzato per generare il testo in più per le pagine web.

Come abbiamo già detto, e come non ci esimiamo dal ripetere, esistono davvero un sacco di abilità che è possibile sviluppare per diventare dei bravi webmaster e altrettanti modi per intraprendere questa professione. Come per molte cose nella vita, l’ingrediente chiave per la riuscita è, in definitiva, un genuino interesse e la volontà di imparare.

Consigli pratici. Ricapitolando…

Una volta che avrai realizzato il tuo sito, prova a cercare lavoro presso una compagnia che dispone già di un sito web o che, meglio ancora, potrebbe averne bisogno. Potresti proporti per offrire un servizio di supporto tecnico o “tech writing”. Una volta che avrai messo piede in azienda, passa la maggior parte del tuo tempo realizzando web page e  cercando di capire come la società si relaziona al web. Stringi amicizia con i membri del web team. Offriti di svolgere uno tra i compiti più noiosi (come aggiornare il sito, aggiustare i link sbagliati e così via…) durante il tempo libero. Essere un webmaster non significa solo essere in grado di programmare un sito: vuol dire sapersela cavare con la scrittura e con la creazione di pagine web accattivanti a livello di design (e di contenuti). Focalizza la tua attenzione su quello che sei in grado di fare meglio e su quello che invece non ti riesce. Imparare a scoprire i tuoi punti di forza potrà aiutarti nel momento in cui dovrai “vendere” la tua esperienza.

]]>
http://www.blog.mtwebnetwork.com/lavoro/come-diventare-webmaster/feed/ 2