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Valentina83 il 9 ottobre 2009

Al giorno d’oggi, l’impiego statale o comunque la stabilità di un contratto a tempo indeterminato sembrano sempre di più un sogno difficilmente realizzabile. È diventato più importante che mai sapersi ingegnare, reinventarsi di volta in volta dando vita al proprio personalissimo business. Se siete arrivati in questo blog dedicato al guadagno online e ai lavori gestibili da casa, è probabile che stiate cercando delle idee utili in questo senso. È altrettanto probabile che siate persone dinamiche, intraprendenti e desiderose di realizzare i vostri desideri professionali. Siete forse reduci da contratti a progetto, collaborazioni co.co.pro, co.co.co. e chi più “co” ha più ne metta; potreste forse essere stanchi di dover “dipendere” da qualcuno…

A questo punto, avete intenzione di giocarvi il tutto per tutto, mettendo a frutto le competenze acquisite nel corso degli anni. Avete deciso di dare una svolta al vorso percorso lavorativo. Avete deciso di aprire partita iva. Bene. O meglio, parliamone.

Valutare i presupposti per aprire partita iva

Aprire una partita iva è un passo importante. È necessario quindi valutare bene la possibilità di muoversi in questa direzione, ed è quindi sensato rivolgersi a un esperto. Prendete appuntamento da un bravo commercialista che sappia consigliarvi il regime migliore al quale aderire nel momento dell’apertura della partita iva e, soprattutto se è consigliabile per voi diventare “professionisti con iva”.

Molti infatti commettono l’errore di aprire partita iva prima ancora di avere un giro di affari che giustifichi questa decisione. Con “giro di affari” non intendo che sia necessario guadagnare 5mila euro al mese (anche se ve lo auguro con tutto il cuore), voglio invece dire che è importante raggiungere la soglia dei 1.200/1.500 euro al mese perché altrimenti non varrebbe la pena di fare un passo del genere.

Alternativa alla partita iva

Come alternativa alla partita iva, infatti, è possibile proseguire con le collaborazioni occasionali, purché non si superi la soglia dei 5mila euro annui per ogni singolo commettente e quella dei 30 giorni lavorativi consecutivi presso un’azienda. In realtà, la regolamentazione in materia è piuttosto frastagliata e alquanto ambigua: ricevere, per esempio, un compenso ogni mese da un certo datore di lavoro, non rientra più nell’ambito delle collaborazioni occasionali… (!!!)

Perché aprire partita iva

A ogni modo, chi possiede una partita iva dà sicuramente un’immagine di sé meno “precaria” e più professionale e le aziende si sentono più tutelate a livello legale e si liberano di incombenze fiscali che per l’amministrazione equivalgono a delle piccole grandi scocciature. Io, per esempio, ho deciso di aprire partita iva per due motivi: le mie collaborazioni pur essendo occasionali, non lo erano più perché – proprio come accennavo qualche riga fa – ricevevo un compenso preciso ogni mese; ho voluto dare di me un’immagine diversa, dedicandomi a pieno regime al mio lavoro.

Costi di apertura partita iva e commercialista

Parlando di esperienze personali, posso darvi per esempio qualche informazione utile per quanto concerne i costi che si devono sostenere per aprire partita iva. Io non ho pagato niente – e non perché abbia qualche conoscenza o dote particolare, intendiamoci! – in quanto il mio commercialista lavora in un certo modo. Ogni anno si fa pagare 800 euro per tenermi la contabilità (non fatturando milioni di euro, si tratta di piccola contabilità). Questo compenso è suddiviso in 4 rate trimestrali da 200 euro ciascuna e comprendono i costi di apertura di partita iva. In generale il costo per aprire partita iva si aggira intorno ai 200/300 euro.

Costi per sostenere la partita iva

Poniamo il caso il vostro fatturato annuo sia di 18.000 euro. La stangata vi arriverà il primo anno quindi è bene che vi prepariate adeguatamente. Potete anche aprire un conto apposito dove verserete l’iva (il 20% di quello che guadagnerete non è altro che denaro fittizio non spendibile che dovrete rendere allo Stato! Quindi meglio chiuderlo in un cassetto e dimenticarselo) e parte dei contributi.

Stavamo ipotizzando il caso in cui annualmente accumuliata 18.000. Dovrete pagare 3.400 euro di IRPEF, 3.600 euro di contributi a saldo e 2.800 euro in acconto. Il secondo anno, entrati a regime, i costi saranno ammortizzati in base a quello che avete versato l’anno precedente. Praticamente andrete a detrarre dal fatturato del secondo anno, la cifra che avete versato nel primo. So che il discorso può risultare macchinoso e proprio per questo motivo vi passo un ottimo manuale per potervi documentare meglio sul discorso “apertura partita iva”. Lo trovate qui: è semplicissimo ed estremamente utile. Dategli uno sguardo e poi — ricordate! — fatevi una bella chiacchierata col vostro commercialista di fiducia.

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Categorie: Guide utili

7 commenti

  1. Francesco scrive:

    Da poco ho inziato l’attività di web designer e web master, facendo alcuni siti per piccole imprese nella m ia città, pensavo già di aprire la partita iva, ma a quanto pare sarebbe meglio aspettare!

    Grazie, articolo molto utile!

  2. Ilaria scrive:

    grazie dell’ottimo articolo

  3. Daniel scrive:

    Grazie Francesco e grazie Ilaria per la visita, tornate a trovarci presto, troverete sempre articoli utili al lavoro e alle attività online.

  4. krikko scrive:

    Troppo bello questo articolo finalmente! Tienici aggiornati eh? ;)

    Comunque ti voleo dire che il link al manuale non và, ciao!

  5. Daniel scrive:

    Ciao Krikko e grazie per la visita.
    Sto mettendo a posto un po’ le cose qui, comunque riguardo a quale manuale ti riferisci?

  6. giova scrive:

    salve, sto pensando di diventare procacciatore d’affari x una agenzia viaggi via internet.
    vorrei pero’ sapere se la figuara del procacciatore d’affari si concilia con quella del lavoratore dipendente (posso svolgere entrambe attivita?) e come mi devo organizzare a livello pensionistico
    grazie

  7. Daniel scrive:

    Ciao Giova e grazie per la visita.
    Come consigliato da Valentina nell’ articolo è sicuramente opportuno rivolgersi ad un commercialista di fiducia.Per quanto ne so, il procacciatore d’affari è titolare di partita iva (o dovrebbe esserlo) di conseguenza non puo’ essere un lavoratore dipendente regolare allo stesso tempo.
    Ti invito comunque a visitare anche il Forum Gt al link http://www.giorgiotave.it/forum/ dove nella sezione Fisco e leggi troverai sicuramente esperti del settore che sapranno consigliarti.

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