Qualche tempo fa ho scritto un breve articolo su queste pagine riguardo ad un nuovo e interessante progetto, il fotoromanzo digitale , un idea dello Studio Creativo Abbati. Abbiamo visto e fatto una panoramica di quello che poteva essere un idea di [wikipop language="it"]marketing virale[/wikipop] basata sulla diffusione di un fotoromanzo digitale sfogliabile online.
Il fotoromanzo digitale
Nel frattempo “Tempus Fugit”, che è il titolo del primo numero, è online già da alcuni mesi; potete sfogliarlo sul sito ufficiale Digistory.
Il primo numero ha riscosso un ottimo successo tra i partecipanti e i protagonisti di “Tempus Fugit” che ricordo è stato ambientato in un Centro Commerciale. La storia fantastica raccontata attraverso le immagini e i dialoghi tipici dei fotoromanzi su carta stampata anni ’80 è piacevole da leggere e sfogliare.
Come ho scritto nell’articolo di qualche mese fa, il coinvolgimento dei partecipanti, dello staff, del pubblico presente al backstage e delle varie aziende che mettono a disposizione la location, favorisce la diffusione attraverso il passaparola facendo diventare il fotoromanzo un fenomeno virale rivalutando soprattutto quello che era molti anni fa.
Marketing e pubblicità
Come possiamo vedere sfogliando la rivista, sono presenti e ben visibili diversi marchi e alcuni noti brand che traggono giovamento da questo progetto. C’è anche chi ha deciso di essere presente in modo piu’ forte sulla rivista come Lo Specchio di Clà che ha inserito la sua pubblicità su una pagina. Da qui si intuiscono le potenzialità di questo progetto che favorisce la diffusione delle aziende e dei loro brand. Il Centro Commerciale “Il Maestrale” di Senigallia ha messo a disposizione i propri spazi per il backstage, suscitando tra le altre cose, l’interesse da parte del pubblico e dei clienti.
Digistory si rivela quindi un ottima idea di marketing e il primo numero “Tempus Fugit” non puo’ che avere feedback positivi. Naturalmente essendo un progetto nato da poco, ha sicuramente ampi margini di miglioramento; in un prossimo articolo descrivero’ alcune caratteristiche e proporro’ idee in merito allo sviluppo di un fotoromanzo digitale.
Colgo l’occasione per ringraziare ancora Simona Venafro e tutto lo staff di Digistory per aver citato questo Magazine nei credits di Tempus Fugit.





